La toscana Alice Spisa vincitrice del Premio Ubu
a Scandicci con “Lo stupro di Lucrezia”

di Costanza Baldini

Martedì 8 e mercoledì 9 aprile in scena lo spettacolo di Valter Malosti su un poemetto di Shakespeare

Martedì 8 e mercoledì 9 aprile si tiene presso il Teatro Studio di Scandicci lo spettacolo “Lo stupro di Lucrezia” di William Shakespeare con adattamento e regia di Valter Malosti. Alice Spisa attrice toscana premio Ubu 2013 come miglior interprete under 30 interpreta Lucrezia, in scena con lei Jacopo Squizzato e lo stesso regista Malosti.

Pubblicato nel 1594, il poemetto narra di come Tarquinio stupri Lucrezia, invasato di lei dopo le lodi del marito Collatino all’interno di una bizzarra gara tra generali, e di come il suicidio della vittima spinga il popolo romano a ribellarsi e a liberarsi dal giogo della tirannia monarchica. In Shakespeare la voce della donna si dilata e diviene uno dei più alti esempi di meditazione sulle conseguenze dello stupro visto dalla parte femminile. In scena i protagonisti sono due giovani attori, Alice Spisa e Jacopo Squizzato, a cui Malosti richiede un lavoro fisico e verbale violento ed estenuante, spiati da un ambiguo narratore-voyeur che si sovrappone lentamente alla figura del marito di Lucrezia, Collatino, cui dà voce e ombre Valter Malosti.

Intoscana è andata ad intervistare la protagonista dello spettacolo l'attrice toscana Alice Spisi che ci racconta questa esperienza così intensa e totalizzante.

Quando e perché hai iniziato la carriera di attrice?

La mia famiglia lavorava nel teatro e io già ad otto anni avevo capito che il teatro mi permetteva di esprimere cose che nella vita reale non riuscivo ad esprimere. Dopo il liceo  sono andata quattro anni a Londra per studiare teatro e poi allo Stabile di Torino.

Qual è stata la cosa più difficile per te nell’affrontare la recitazione di “Lo stupro di Lucrezia”?

Secondo me la cosa più importante per un attore è la fiducia che si instaura col regista. Per fortuna sia io che Jacopo (Squizzato) eravamo allievi di Valter Malosti al Teatro Stabile di Torino. Devo dire che la scena dello stupro è stata trattata con molta delicatezza e rispetto se non fosse stato altrimenti non sarei mai riuscita a recitarla.

Cosa devono aspettarsi gli spettatori?

E’ uno spettacolo su più livelli, coinvolge il fisico, le parole e le musiche. Gli spettatori saranno impegnati a seguire un’opera in più livelli, è molto impegnativa ma in questo sta anche il suo fascino e la sua bellezza.

“Lo stupro di Lucrezia” si basa su un poemetto di Shakespeare ma afrronta un tema di primo piano nella cronaca attuale e cioè il femminicidio, tu cosa pensi di questa piaga sociale?

Per quanto riguarda il femminicidio penso che la società attuale non aiuti a combatterlo, anzi credo che l’immagine della donna trasmessa dai mass media invece porti proprio a legittimare la violenza. Credo che proprio gli uomini dovrebbero ribellarsi insieme alle donne a un’immagine di questo tipo. Dovrebbero cominciare a farsi qualche domanda e tutto questo cambierebbe.

La visione è consigliata ad un pubblico adulto. Il costo del biglietto è di 14 euro per l’intero, 12 euro per il ridotto e 8 euro per studenti.
Per informazioni e prenotazioni 0557591591, biglietteria@teatrostudiokrypton.itwww.teatrostudiokrypton.it.

08/04/2014