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Pianosa, tra storia e geologia Meraviglie in mostra a Siena

L’inaugurazione il 7 marzo prossimo: in esposizione “19 milioni di anni di storia geologica”. La mostra al Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’ambiente dell’Ateneo senese
 

Reperti, pannelli, fotografie, ricostruzioni grafiche per raccontare l’antichissima storia di uno dei gioielli della Toscana, l’Isola di Pianosa: un territorio ricchissimo di fossili, amato non solo dai naturalisti ma anche dai geologi. E sono proprio le peculiarità geologiche che hanno ispirato la mostra dal titolo “Pianosa, nascita di un’isola. Diciannove milioni di anni di storia geologica”, promossa dall’Università di Siena, dove verrà inaugurata il prossimo 7 marzo, un viaggio nel tempo, a partire dall’età delle prime rocce affioranti  fino all’ultimo periodo glaciale. 

Tra i reperti esposti ci sono rocce, fossili, resti di vertebrati, perfino di cervi che  raccontano le trasformazioni misteriose di un luogo che un tempo fu attaccato alla terra ferma e che in seguito è stato circondato dalle acque. L’esposizione, allestita in collaborazione con il Parco Nazionale Arcipelago Toscano ricostruisce la storia geologica di quest’isola, che è stata oggetto di scavi da parte di ricercatori dell’Università di Siena, a partire dal 2012, in particolare presso la Grotta di Cala Biagio. Indagini e  ricerche che si sono concentrate su migliaia i resti ossei recuperati, molti dei quali appartenuti a cervi. La presenza dei resti di questi animali, i più antichi dei quali avrebbero circa quarantamila anni, oggi estinti sull’isola, è prova dei collegamenti terrestri che si realizzarono nell’arcipelago durante le fasi glaciali, quando il livello del mare calò profondamente rispetto a quello attuale, facendo emergere estese porzioni di fondali, che i cervi sfruttarono per le loro migrazioni.

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“Pianosa, con le sue rocce e la sua collocazione geografica, a metà strada fra la Corsica e il continente, è una chiave di lettura importante per le dinamiche che hanno portato alla formazione del Mar Tirreno milioni di anni fa – spiega  il professor Luca Maria Foresi dell’Università di Siena. Le rocce di Pianosa, a differenza di quelle del resto dell’Arcipelago sono ricchissime di fossili, caratteristica che ha attirato i geologi sin dalla fine dell’Ottocento e che ancora cattura l’attenzione di ricercatori e dei visitatori più attenti. I resti della vita passata vi si trovano ovunque e anche le tracce dell’uomo sono diffuse a partire dal Paleolitico superiore. Una ricchezza così importante che l’isola, caso unico sul territorio nazionale, è posta interamente sotto vincolo archeologico”.

L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 15 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, con ingresso gratuito. Via Laterina, 8, dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente dell’Università di Siena.

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