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Scuola, 500mila toscani al via in aula Il saluto del presidente Rossi

“Prioritaria la lotta all’abbandono scolatisco, che arriva al 17,6%. Ci impegneremo nelle politiche di integrazione col lavoro”

Scuola Toscana

Le campanelle risuonano di nuovo in tutta la Toscana. Parte il 15 settembre la scuola dell’obbligo per quasi mezzo milione di studenti toscani, distribuiti, nei vari gradi di istruzione, in quasi 22mila classi sul territorio regionale. Un ‘polmone’ da ossigenare per puntare sul futuro, come sottolineato dal presidente della Regione, Enrico Rossi, nel suo saluto.

“L’istruzione è uno degli investimenti prioritari su cui dobbiamo puntare per lo sviluppo – afferma nel suo saluto ad alunni e insegnanti il presidente Enrico Rossi -. Per questo la Regione metterà al centro della propria azione la lotta all’abbandono scolastico, le cui percentuali in Toscana si attestano al 17,6 per cento, con punte più alte nelle aree di crisi a Livorno, Piombino e Massa Carrara, rispetto ad una media europea del 12,8 per cento. Inoltre, per il futuro, ci impegneremo in particolar modo nelle politiche di integrazione tra scuola e mondo del lavoro”.

Per questo anno scolastico, la Regione ha confermato l’investimento di 4 milioni di euro a sostegno del diritto allo studio, tra fondi statali e propri destinati ai redditi ISEE non superiori ai 15mila euro.

I numeri dell’Ufficio scolastico regionale parlano di quasi 70mila bambini distribuiti in 2805 classi, per quanto riguarda le scuole d’infanzia; alle elementari risultano iscritti poco meno di 154mila alunni suddivisi in 7475 classi; le scuole secondarie di 1° grado accoglieranno circa 97mila studenti in 4330 classi; alle secondarie di 2° grado accederanno, suddivisi in 7272 classi, oltre 162mila studenti, di cui circa 6500 frequenteranno le scuole serali.

Per quanto riguarda il rientro, quella del 15 settembre rimarrà una data fissa: secondo quanto previsto da una legge regionale, solo nel caso in cui il 15 settembre cada di venerdì oppure di sabato – eventualità che si ripresenterà solo nel 2017 – l’avvio delle attività scolastiche slitterà al primo giorno lavorativo successivo. Al contrario il termine, previsto sempre per il 10 giugno, sarà anticipato al primo giorno lavorativo precedente qualora dovesse cadere di giorno festivo (come avverrà nel 2018).

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