Toscana, 6 mila lavoratori in meno Aumentano assunti e indeterminati

Nel 2015 si attenua la differenza, che resta comunque negativa, per i cali di industria e servizi. Bene farmaceutica ed informatica

Una situazione di lento miglioramento quella del lavoro in Toscana. Questo quanto risulta dal rapporto Excelsior 2015 presentato da UnionCamere Toscana sull'andamento occupazionale nella regione per la prima parte dell'anno in corso. Nel dettaglio, sta iniziando a 'prendere giri' la tanto attesa accelerazione delle assunzioni: sono infatti 60.190 le “entrate” programmate dalle imprese della regione per l’anno corrente, in aumento del 20% rispetto alle circa 50.070 del 2014. Crescono però anche le cessioni, che arrivano a quota 66.250, portando a segnare un saldo occupazionale negativo per 6mila unità.

“I segnali provenienti dal mercato del lavoro – commenta Andrea Sereni, Presidente di Unioncamere Toscana – confermano come le imprese stiano recependo gli stimoli delle modifiche legislative introdotte ad inizio anno, che si sono tradotti in un deciso incremento dei contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti. Al tempo stesso, la fase di ripresa che sta caratterizzando il 2015 non è ancora abbastanza robusta ed in grado di invertire una tendenza che resta, per quanto riguarda i complessivi livelli occupazionali, di segno negativo”.

Contratti. La componente indeterminata - in questa sua nuova 'veste' - aumenta sul totale dei contratti dal 15 al 23%, contribuendo a far diminuire la quantità di rapporti di lavoro a termine (che passano dal 60 al 53%) e quelli di apprendistato (dal 5 al 3%). Il risultato toscano del 2015 - pari al -0,9% - è sostanzialmente in linea con il dato dell’Italia (-0,7%) e della macro-area Centro (-0,8%).

Settori occupazionali e profili. A livello settoriale, il saldo negativo è dovuto al pesante calo nei servizi (-3.680 unità) e nell’industria (-3.490 unità). Solo due comparti specifici, infatti, riportano un saldo positivo: le industrie chimiche e farmaceutiche (+10 unità) ed informatica (+170).

Stabile, senza grossi miglioramenti, la richiesta delle imprese di personale under 30, che rimane stabile intorno al 58-59% della richiesta totale. La curva dell'occupazione femminile segna un nuovo peggioramento rispetto al picco del 2012: nel 2015 le opportunità occupazionali rivolte alle donne sono infatti pari al 39% (sommando quelle dirette e quelle per cui il genere non è rilevante), due punti percentuali in meno nel confronto con il 2014.

Analizzando, infine, i dati su formazione e profili richiesti, dal rapporto Excelsior emerge una sempre maggior ricerca di personale formato anche per le mansioni medium e low skill che, traducendo dall'anglismo, significa predisporre personale già formato anche per lavori come quello - ad esempio - di cameriere o commesso.

 

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03/09/2015