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A Grosseto richiedenti asilo a scuola di legalità contro abusivismo e caporalato

La cooperativa Auxilium Vitae offre ai giovani un corso tenuto da un avvocato per capire cos’è il mercato del lavoro nero

A Grosseto una scuola di legalità per i richiedenti asilo contro abusivismo e caporalato

Una scuola di legalità per i richiedenti asilo di Grosseto contro abusivismo e caporalato, con corsi specifici tenuti da un esperto per non far cadere i migranti nella rete del lavoro nero. E ancora, open day delle strutture di accoglienza e rapporti sempre più stretti e diretti con la comunità che li ospita. Due strade diverse ma convergenti verso un unico obiettivo: l’integrazione. Sono i percorsi scelti dalle due cooperative di Grosseto aderenti alla rete di Federsolidarietà Confcooperative Toscana.

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Auxilium Vitae, cooperativa che ospita circa 100 migranti in 4 strutture nel grossetano, ha scelto di offrire ai ragazzi un corso tenuto da un avvocato per spiegare cosa è il mondo del lavoro e soprattutto cosa è il mercato del lavoro nero. Per tutto il 2016 i richiedenti asilo hanno studiato come si struttura un rapporto lavorativo, cosa è lecito e cosa no, i diritti e i doveri del lavoratore.
 
I migranti, circa 100, tra loro anche una famiglia con un bambino e 13 minori non accompagnati, sono seguiti 24 ore su 24 in un percorso che va oltre la semplice assistenza e accoglienza, ma che è fatto di relazioni, di formazione, di integrazione e poi di autonomia. I risultati sono evidenti: molti ragazzi sono già al lavoro nei mercati della zona o nelle aziende agricole. Altri sono impegnati in tirocini nei vivai, nei bar o nei ristoranti e presto ne verranno attivati altri con l’azienda di smaltimento rifiuti. Attivi anche corsi per imparare una professione, come elettricisti oppure artigiani.
 
La cooperativa “Solidarietà e Crescita” ha scelto di aprire le porte delle 5 strutture che gestisce nelle provincia di Grosseto non solo negli open day. Così sempre più spesso c’è chi va spontaneamente nei centri per offrire qualcosa e fare due chiacchiere. Sono nate amicizie e nuove abitudini che hanno arricchito le piccole comunità spesso abitate soprattutto da anziani: ci sono richiedenti asilo che si offrono di fare piccole commissioni, la spesa, tenere pulito il giardino o semplicemente fare un po’ di compagnia. C’è chi fa da cicerone alla mostra della parrocchia, chi si è offerto di recitare la parte dei re magi nel presepe vivente e chi partecipa alle feste locali.

 
Quando si conclude l’esperienza dell’accoglienza in struttura, la cooperativa ha scelto di fare un ulteriore passo in avanti. La Società della Salute ha aperto un ufficio informazione immigrati ed è stato attivato un corso di autoimprenditorialità dall’agenzia “Altra città”. La cooperativa poi aiuta i migranti a trovare casa e a gestire i soldi, fino a che non diventano autonomi e possono iniziare una nuova vita.
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