Enogastronomia/

A Montalcino Benvenuto Brunello Si presenta l’eccellenza enologica

Fino al 24 febbraio protagoniste a Montalcino le annate appena lanciate sul mercato. Grande successo del Brunello 2009 anche in America

Brunello

S’inaugura nel weekend Benvenuto Brunello, la manifestazione che ogni anno riunisce nel Chiostro del Museo di Montalcino i produttori che presentano le annate appena lanciate sul mercato (Brunello 2009, Riserva 2008, Rosso 2012, Moscadello e Sant’Antimo) e quella appena vendemmiata (2013), cui domani saranno conferite le stelle nella nuova cornice della Chiesa di Sant’Agostino.

All‘anteprima americana di Benvenuto Brunello, tenutasi la scorsa settimana a New York e Los Angeles, sono volate 47 cantine del Consorzio e l’annata 2009 ha riscosso molto successo tra giornalisti, sommelier e direttori dei più importanti ristoranti delle due metropoli. Jeff Porter, Wine Director dei ristoranti di Joe e Lidia Bastianich Babbo e Del Posto di New York, dichiara “il Brunello 2009 è stravaganza …”. Joel Mack del blog Vintrospective, la descrive così: “vini generalmente aperti, generosi e pronti da bere”.

Per le sue caratteristiche – commenta il Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocciil 2009 è un Brunello elegante, piacevole e con tannini morbidi, adatto a rispondere alle richieste di un mercato che si rivolge sempre più alla qualità. I produttori sono stati abili nel garantire all’annata le caratteristiche che rendono il Brunello unico e riconosciuto in tutto il mondo, indipendentemente dal decorso stagionale, sicuramente non facile“.

Nel lungo fine settimana montalcinese dedicato all’eccellenza enologica, oltre alle degustazioni, verranno assegnate le stelle alla vendemmia 2013, ci sarà la posa della piastrella celebrativa dell’annata 2013, apposta come da tradizione sul muro esterno del Palazzo Pubblico di Montalcino e l’assegnazione dei premi Leccio d’Oro 2014, consegnati come ogni anno dal Consorzio a quei locali, in Italia e all’estero, che hanno la Carta dei Vini con una gamma ampia e rappresentativa di vino Brunello e degli altri vini di Montalcino.

Inoltre quest’anno Benvenuto Brunello allarga i propri orizzonti e raggiunge tutta l’Italia, grazie l’iniziativa realizzata dal Consorzio e Eataly, la catena di ristoranti di eccellenza creata da Oscar Farinetti. Il Brunello 2009 sarà infatti in degustazione presso i ristoranti Eataly di Firenze, Roma, Torino, Pinerolo, Bari, Genova e Bologna. L’iniziativa, che durerà fino al 28 febbraio, consentirà a tutti gli avventori e appassionati dell’enologia di qualità di degustare il Brunello di Montalcino 2009.

Il 2013 è stato un anno importante per il territorio di Montalcino: l’export è cresciuto ulteriormente rispetto all’anno scorso, passato dal 65% del 2012 al 67% nel 2013. La quota più importante è rappresentata ancora dagli USA, passati dal 25% al 28%, seguiti dai mercati asiatici (15%) e dal centro America (Brasile, Messico, Panama, Venezuela ecc.), che rappresenta circa il 10% del totale esportato.

In crescita anche il settore enoturistico a Montalcino (ristoranti, alberghi, enoteche, ecc.), che ha chiuso il 2013 registrando un +5%. Un dato importante per il territorio resta quello della quota di vino acquistata direttamente in azienda, consumato nei locali di Montalcino o comprato nelle enoteche, che si attesta anche quest’anno al 18%. Si tratta di uno tra i migliori risultati del mercato enologico italiano. Un leggero calo si è avuto nella produzione, che si è fermata nel 2013 a 12.730.000 bottiglie: 8.100.000 di Brunello (- 12%), 4.300.000 di Rosso (-4%), 40.000 di Moscadello (stabile rispetto al 2012) e 290.000 di Sant’Antimo (-19%).

Le capacità dei produttori maturate in oltre un secolo di attività hanno consentito di creare e consolidare un modello, a garanzia dell’elevatissimo standard qualitativo del Brunello, fatto di equilibrio e rispetto per il territorio, capacità di fare scelte coraggiose, come ad esempio quella della riduzione delle rese a beneficio della qualità, e volontà di investire sul territorio. “A Montalcino agricoltori e produttori sono divenuti col tempo imprenditori con una forte vocazione internazionale – ha commentato il Presidente Fabrizio Bindocci – capaci di reinvestire sul territorio le risorse realizzate in anni di lavoro. Ciò ha fatto sì che le aziende, molte delle quali guidate da giovani imprenditori, abbiano investito nelle strutture produttive, si siano dotate di strutture per l’accoglienza dei turisti, e quindi nei servizi. Questo processo ha creato un circolo virtuoso che si sta trasformando in un’industria turistica di alto livello“.

I più popolari su intoscana