Enogastronomia/

Ai toscani piace il regolamento qualità: più prodotti locali nei negozi

Positiva la reazione dei cittadini al regolamento dell’amministrazione fiorentina che rende obbligatorio per i negozi l’utilizzo del 70% di prodotti di filiera corta. Coldiretti, Nocentini: “Firenze può diventare un modello per gli altri comuni”

I cittadini vogliono più made in Tuscany nelle botteghe alimentari. E’ quanto conferma il sondaggio online di Coldiretti Toscana che ha interpellato il popolo del web sul regolamento del Comune di Firenze che rende obbligatoria l’introduzione del 70% di prodotti di filiera corta per nuove attività del settore. Nove toscani su dieci sono infatti favorevoli alla presa di posizione dell’amministrazione comunale che obbliga all’utilizzo, per la percentuale concordata, di prodotti tipici della filiera fiorentina e toscana. Il regolmento “accetta” poi, al massimo, due fasi di intermediazione tra produttore e consumatore.

“L’introduzione di un regolamento che obblighi, le future attività a proporre prodotti locali del nostro paniere, significa imprimere un impulso economico al sistema agroalimentare fiorentino e toscano e migliorare l’offerta della città. Da parte di Coldiretti – spiega Roberto Nocentini, presidente Coldiretti Firenze Prato – massima disponibilità a collaborare, a mettere a disposizione imprese e prodotti, un progetto consolidato come quello della rete di vendita diretta Campagna Amica, e a fornire il contenuto esperienziale al percorso di costruzione del regolamento”.

Bassa la percentuale dei cittadini che non vedono di buon occhio le nuove norme del Comune (5-6%) e quella di chi non ha espresso opinioni (5%).  “Che si tratti di un percorso non facile e senza insidie è abbastanza evidente: si tratta di una rivoluzione importante che dobbiamo guardare nel medio-lungo periodo – ricorda ancora Nocentini. Dobbiamo essere capaci di osservare più in là dell’immediato. Non dobbiamo dimenticare che la forza della nostra offerta turistica sono rappresentante da distintività, biodiversità e legame con il territorio. Turisti e consumatori, quando arrivano in Toscana, si aspettano di mangiare prodotti che appartengono al nostro paniere e dei quali noi siamo garanti. Riuscire a rafforzare questa identità, anche dentro il piatto, significa produrre un beneficio per tutto il sistema toscano. E non solo fiorentino. Firenze – conclude – può diventare un modello per tutti gli altri comuni”.

I più popolari su intoscana