Innovazione/

All’origine delle malattie neurodegenerative

E’ del Cerm di Firenze lo studio sull’alterazione della quantità di rame nelle cellule

Malattie neurodegenerative, sindromi muscolari, patologie come quelle di Menkes, Wilson, arriva da Firenze lo studio che fa luce sulle origini di numerose sindromi legate all’alterazione della quantità di rame nelle cellule.

E’ il risultato presentato sull’ultimo numero di Nature dai ricercatori del Centro di Risonanze Magnetiche (CERM) Lucia Banci, Ivano Bertini, Simone Ciofi-Baffoni e Tatiana Kozyreva ("Affinity gradients drive copper to cellular destinations", DOI: 10.1038/nature09018).

Il rame è un elemento essenziale per il corretto funzionamento cellulare; un suo eccesso o difetto causa un elevato numero di malattie. L’alterata regolazione della quantità di rame dipende da mutazioni genetiche delle proteine e quindi dal genoma.

I ricercatori fiorentini, assieme ai colleghi estoni Kairit Zovo e Peep Palumaa, hanno sviluppato un approccio metodologico innovativo, basato sulla spettrometria di massa, per misurare l’attrazione tra lo ione rame e le proteine intracellulari umane coinvolte nei processi di trasporto e utilizzo del rame nella cellula. Tale studio ha permesso di capire la termodinamica e la cinetica dei processi con cui il rame dall’esterno della cellula raggiunge la sua destinazione finale.

"Il nostro studio rappresenta un fondamentale avanzamento nella comprensione dei processi che determinano il trasporto dello ione rame in cellule umane – hanno commentato Lucia Banci e Ivano Bertini, ordinari di Chimica generale e inorganica – ed è quindi la base per capire le origini di malattie specifiche più o meno note, come quelle di Menkes, Wilson, oppure delle sindromi muscolari e, in generale, di tutte le più comuni malattie neurodegenerative".

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