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Boom dell’agroalimentare, più 70 per cento di fatturato in 10 anni

In Toscana, con 89 indicazioni geografiche su 818 nazionali, i marchi Dop e Igp rappresentano il traino per le produzioni agroalimentari. L’export? Più 143%

Agroalimentare in Toscana

Negli ultimi dieci anni i fatturati nazionali delle produzioni agroalimentari che coniugano qualità e territorio (marchi Dop e Igp) sono cresciuti del 70%, l’export addirittura del 143%. E la Toscana ha fatto la sua parte con le sue 89 indicazioni geografiche su 818.

Sono questi alcuni dei dati più significativi emersi a Firenze nel corso del workshop dedicato a “Indicazioni geografiche e sviluppo del territorio”, promosso dalla rete rurale di Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), con la collaborazione della Regione Toscana. Un appuntamento, quello che si è svolto a Palazzo Strozzi Sacrati, che ha permesso da una parte un’analisi su tutto il percorso delle indicazioni geografiche che, avviato da tempo, sta dando risultati importanti; e dall’altra un confronto a tutto campo tra istituzioni, tecnici, esperti, presidenti di Consorzi.

Obiettivo: accompagnare e sostenere lo sviluppo conquistando nuove fette di mercato e connettendo in misura sempre maggiore i marchi con i gli enti pubblici e le collettività che vi operano. «La sfida delle indicazioni geografiche è esattamente la nostra, cioè quella di tenere insieme la qualità dei prodotti e dei processi, certificata da un disciplinare di produzione con la storia, la cultura, la tradizione del territorio che lo esprime» ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura, Marco Remaschi.

In totale, in Italia, Dop e Igp sono 818: di queste, 295 riguardano l’area cibo mentre la maggioranza (523) è dei marchi connessi al vino. Negli ultimi dieci anni queste indicazioni geografiche sono aumentate del 40% (erano 584 nel 2007). Notevole anche il giro di affari: il fatturato è stimato da Ismea in 14,8 miliardi di euro (6,6 per l’area cibo e 8,2 per quella vino).

Numeri che hanno permesso di allargare il peso complessivo del fatturato di queste produzioni su quello generale: ora è pari all’11%. Una cifra che si raddoppia (22%) se si prende in considerazione il solo export: è oltre frontiera che vengono destinate quote molto significative delle produzioni provenienti da indicazioni geografiche, 8,4 miliardi sui 14,8 complessivi (3,4 per i marchi food, 5 per quelli wine).

La Toscana è molto ben rappresentata: 31 sono le Dop e Igp del comparto cibo (16 Dop e 15 Igp), 58 di quello vino. Dentro ci sono tanti sapori e profumi di Toscana: salumi e farine, formaggi e castagne, carni e vari tipi di olio, ma anche cantuccini e panforti.

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