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Capannori, crowdfunding civico per una nuova economia circolare

Terreni incolti lavorati da disoccupati, eccedenze trasformate in prodotti bio, stampanti 3D per il riuso della plastica e un mercato del baratto. A Capannori c’è molto di più della ‘Circularicity’

Il mercato del baratto a Capannori

L’economia? Meglio se circolare (e partecipata). Ci sono definizioni che sembrano scritte solo per certi libri di testo. Eppure capita che trovino una declinazione progettuale concreta e produttiva dove meno te l’aspetti. È il caso di Capannori, comune della provincia di Lucca che conta poco più di 46mila abitanti.

Nella particolare classifica delle amministrazioni che hanno deciso d’investire sul crowdfunding civico, Capannori è la prima città toscana e la seconda in Italia dopo Milano. Niente male per un’amministrazione che, nel tempo, ha dimostrato una particolare sensibilità non solo verso i beni comuni e i suoi cittadini. Di qualsiasi origine fossero. Perché se andiamo alla ricerca di un’eccellenza, qua troviamo esperienze e progetti d’integrazione i cui risultati sono spesso andati al di là delle aspettative.

Capannori è il primo Comune ad aver aderito alla strategia rifiuti zero, ha portato il cibo a chilometro zero nelle mense scolastiche e promosso sia la sharing economy sia nuovi e corretti stili di vita. E poi iniziative su iniziative per educare e sensibilizzare: dal piedibus agli orti urbani, dal mercato del baratto al Natale a spreco zero.

Infine la città diventa circolare, proprio come l’economia che nasce dal territorio. E tutto passa da quei cinque progetti accuratamente selezionati tra molti che hanno partecipato al progetto Circularicity e che, grazie al crowdfunding civico e alla piattaforma Eppela, hanno ottenuto in poco tempo la copertura del 50 per cento dei costi. Del resto era quello l’obiettivo, perché la cifra restante è stata cofinanziata dal Comune di Capannori, che in questo percorso ha trovato l’accompagnamento e il sostegno dell’Autorità regionale per la partecipazione, Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà), Sociolab, Regione Toscana e il Centro ricerca rifiuti zero.

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«Questo percorso – ha spiegato Lia Miccichè, assessore all’innovazione – è riuscito a instaurare sul territorio un clima di partecipazione e condivisione, scambio di idee ed esperienze facendo emergere proposte molto innovative ed interessanti nel campo dell’economia circolare».

Le idee progettuali? Molte, sostenibili e diversificate. Ci sono i terreni incolti da affidare a disoccupati, disabili e richiedenti asilo per la produzione di ortaggi biologici (progetto “Giovan’orti”) e la trasformazione di scarti ed eccedenze in prodotti biologici e a chilometro zero (“ConServe”). E poi, ancora, la stampante 3D per il riuso della plastica (“R3DIRECT”); il centro per il ritiro, la raccolta e la riparazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche (“Miniere urbane”) e il vero mercato del baratto (“Il lillero”; perché, come tradizione popolare vuole, «senza lilleri ‘un si lallera»).

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Di una cosa è convita l’assessore Miccichè: questo non è un evento-spot. «Capannori vuole premiare e sostenere coloro che hanno idee innovative nel campo dell’economia circolare, che caratterizza la nostra amministrazione e la visione di cambiamento e innalzamento della qualità della vita che abbiamo in mente per il nostro territorio». Insomma, il crowdfunding civico funziona. Ora non resta che esportare il modello per aiutare altri talenti ad emergere con nuove idee per la Toscana.

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