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Concordia, rimozione a giugno Il porto sarà scelto entro marzo

Queste le comunicazioni del capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, sul futuro della nave. Il ministro Orlando rilancia sulla scelta di un porto italiano

La rimozione della Costa Concordia sarà effettuata entro il mese di giugno, mentre il porto finale per lo smaltimento verrà scelto entro marzo. Queste le comunicazioni del capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, alla stampa sul futuro del relitto che si trova davanti all’Isola del Giglio dalla notte del 13 gennaio 2012. Per quanto riguarda la gara internazionale per decidere quale sarà il porto di destinazione della nave, Gabrielli ha detto che sono dodici gli approdi e sei le nazioni candidate alla smantellamento. Dopo le dichiarazioni di Gabrielli, il ministro dell’ambiente Andrea Orlando ha insistito affinché la scelta cada su porto italiano. In lizza ci sono Piombino, Genova, Palermo e Civitavecchia.

Intanto il tribunale di Grosseto ha fissato per il prossimo 23 gennaio il giorno per fare una nuova perizia sugli apparati della Costa Concordia facendo salire a bordo periti e consulenti. Sarà la prima volta che gli esperti delle parti saliranno sulla nave dall’inizio dell’inchiesta per il naufragio avvenuto il 13 gennaio 2012 all’Isola del Giglio.

Il 23 gennaio i periti del tribunale e i consulenti di accusa, difesa di Schettino e delle parti civili ispezioneranno i ponti tornati all’ ‘asciutto’, cioè riemersi dopo l’operazione di raddrizzamento (il parbuckling) dello scorso settembre 2013. Il 23 gennaio saranno esaminati gli apparati della plancia di comando, dove si ipotizza che ci siano altri computer e server (cioè memorie) da prelevare, e saranno ispezionati gli ascensori per verificare il loro funzionamento meccanico. Il 27 febbraio invece gli esperti accederanno al ponte 11 per controllare il generatore di emergenza che la sera del 13 gennaio 2012 non funzionò.

Questi ponti della nave erano rimasti a lungo parzialmente sommersi a causa del semi-affondamento che ci fu a seguito del naufragio, e solo dopo tempo col raddrizzamento della Concordia si è posta la questione, a processo ormai iniziato, di mandare direttamente sulla nave i consulenti e i periti per verificare alcuni apparati. Rimangono infatti non verificabili sul posto, perché sott’acqua, le porte stagne e la tenuta stagna del ponte zero.

Tutte queste problematiche sono state sollevate dalle parti civili, fra cui il Codacons, durante le varie udienze del processo come necessarie a integrare la maxi perizia che già venne effettuata nel 2012 utilizzando la cosiddetta scatola ‘nera’ della nave e registrazioni video, più documentazione di vario tipo. Finora però nessuno degli esperti era mai salito direttamente sul relitto.

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