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Da San Diego a Firenze gli esplosivi Crocodiles in concerto al Glue

Venerdì 19 giugno arriva a Firenze il duo californiano da poco tornato alla ribalta con il nuovo disco “Boys”. Ecco la nostra intervista!

Venerdì 19 giugno da San Diego California atterrano al Glue di Firenze i Crocodiles. Brandon Welchez e Charles Rowell che hanno da poco dato alle stampe il loro quinto album “Boys” sono pronti a sconvolgere Firenze a ritmo di indie-noise-pop. Ecco la nostra intervista!

Ciao ragazzi! Qualche giorno fa su Facebook ho scovato una vostra cover del pezzo “U sexy thing”, è straordinaria. Come vi è venuto in mente di suonare una canzone così lontana dalle vostre sonorità? Vi piace sperimentare?
Brandon: A dire la verità non mi sembra tanto lontana dal nostro suono. Se suoni quegli accordi su una chitarra acustica avrai una canzone dei “Velvet Underground”. Non c’è nessuna ironia, di solito facciamo cover delle canzoni che amiamo. E’ l’unico modo in cui possiamo dimostrare la nostre vere influenze, invece di permettere ai giornalisti di decidere le canzoni che dovremmo ascoltare.

Ho ascoltato il vostro ultimo album “Boys” e posso dirvi che mi piace tantissimo! Come e quando avete lavorato al disco?
L’abbiamo scritto tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 e l’abbiamo registrato a Città di Messico con Martin Thulin nel giugno del 2014.

Il singolo Fooling Around mi ricorda quasi il groove di Billy Jean di Michael Jackson sono impazzita oppure ho ragione?
Hai ragione. Avevamo proprio l’obiettivo di creare una situazione tipo: “Michael Jackson incontra i Ramones ed insieme prendono LSD”. Le parole non vogliono essere semplicemente un omaggio al puro edonismo … funzionano anche su quel livello ma in realtà la canzone vuole porsi come un occhio critico sul vuoto della cultura dei “party”. Due lati della stessa moneta.

Per il video di “Fooling Around” vi siete ispirati ai Peanuts di Charles Schultz, tutti siamo cresciuti con quei fumetti, è un omaggio alla vostra infanzia?
Non è proprio un omaggio alla nostra giovinezza. Da tanto tempo volevamo fare un video animato e volevamo quello stile di base ma con un sacco di altri elementi pazzeschi messi nel mezzo.

Uno dei miei pezzi preferiti è “Cry BabyDemon”, di chi parla esattamente la canzone?
Non parla di una persona specifica, più di un tipo di persona, oppure un elemento della personalità che tutti noi abbiamo, anch’io. Cioè l’egocentrismo, l’intossicazione che viene dal pensare solo a se stessi.

Per il vostro ultimo disco “Boys” si parla di un album di “salsa punk” è una delle solite cazzate inventate dai giornalisti oppure siete d’accordo con questa definizione?
Ahahahaha… In realtà è un’espressione che abbiamo inventato noi. Però, abbiamo dato questa definizione solo a Crybaby e Kool TV, non all’album intero. Abbiamo scelto “salsa punk”per due motivi, uno per l’elemento umoristico e l’altro per avere la possibilità di definire il nostro suono prima che i giornalisti potessero dire: “Sembrano i Jesus and Mary Chain”.  Però non ci siamo riusciti. Anche se facessimo un album in cui scorreggiamo con trombe e fisarmoniche, quegli idioti direbbero “Suonano proprio come Jesus and Mary Chain.”

Avete dichiarato ” Boys is an album for boys and for girls and for boy-girls and mutants, back-alley poets, thieves, space cadets and alien babes, righteous tricksters, sonic deviants, and everything in between” volevo sapere se potete spiegarci meglio cosa intendete.
Siamo consapevoli che forse molti dei nostri ascoltatori non si identificano come ”mutant” o “righteous tricksters”. Vuole essere una dichiarazione populista: noi siamo una band per tutti. Siamo disgustati dall’esclusione e da sciocchezze come “essere cool” .

Siete nel bel mezzo di un tour in giro per il mondo, come va? Com’è l’energia? Ci aspettiamo molto da voi a Firenze!
L’energia è buona! Anche noi non vediamo l’ora di venire a Firenze.  

Non è la prima volta che suonate in Toscana, sono venuta a sentirvi ad Acquaviva nel 2012, c’era stato qualche problema con l’aereo. Mi pare uno di voi fosse rimasto a casa. Cosa vi ricordate di quell’esperienza?
Oh, è stata davvero una situazione assurda! E’ stata l’unica volta che i Crocodiles hanno fatto un concerto senza Charles e me insieme. A quell’epoca il nostro manager era un delinquente e ha fatto casino coi i biglietti. Quando l’abbiamo capito è stato troppo tardi per fare qualcosa. Invece di cancellare lo show abbiamo dovuto prendere una decisione. Quindi abbiamo deciso che era più importante il cantante della chitarra principale e siamo stati costretti a fare una versione alternativa. E’ stato stranissimo, di sicuro un’esperienza che non vogliamo ripetere.

Brandon  come sta Dee Dee? Per caso avete in mente qualche altro progetto musicale insieme? Verrà anche lei a Firenze?
Lei sta bene… scrive e lavora costantemente. Insieme abbiamo fatto uscire un album come “Haunted Hearts” un paio di anni fa e forse ne faremo altri nel futuro. Purtroppo, lei non sarà a Firenze.

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