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“Festival dell’Inedito” a Firenze La rivolta degli scrittori

L’iniziativa per esordienti – che si terrà a ottobre a Firenze col patrocinio del Comune – ha un costo di partecipazione di 600 euro e ha suscitato l’indignazione di molti autori

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Si chiama “Festival dell’Inedito” e sulla carta dovrebbe promuovere i nuovi talenti della scrittura, dando loro uno spazio virtuale e fisico per far conoscere la loro opera. Il condizionale è d’obbligo, vista la rilevante quota di partecipazione alla manifestazione, che si terrà a ottobre alla Stazione Leopolda di Firenze con il patrocinio del Comune, e che ha suscitato una vera e propria rivolta degli scrittori.
I costi per prendere parte all’evento con il proprio manoscritto sono esosi
. Si parte da 130 euro solo per la prima fase di selezione, con cui gli aspiranti autori riceveranno una scheda di lettura della loro opera. In caso di esito positivo, restano da pagare altri 400 euro per noleggiare uno stand alla Leopolda, ottenere una preview del proprio romanzo o saggio sul sito excalibooks e partecipare a un contest per una eventuale pubblicazione con un editore, che non è comunque garantita a nessuno. Se aggiungiamo l’iva si arriva a una cifra superiore ai 600 euro.

A denunciare la natura poco culturale e molto commerciale dell’evento sono intervenuti blog come “Scrittori in causa” ma anche Michela Murgia, che dalla sua pagina Facebook invita gli esordienti a non cascare nel tranello, fino a una lettera partita da alcuni autori fiorentini e non che sta raccogliendo online adesioni da tutta Italia.
“A nostro avviso l’obiettivo non dichiarato di questo concorso è fare cassa sui sogni e le aspirazioni di chi scrive” si legge nel documento indirizzato al sindaco di Firenze Matteo Renzi, che fa parte anche del “Comitato dei garanti” della kermesse, presieduto dallo scrittore Antonio Scurati, il cui compito è segnalare i testi più meritevoli.
L’appello è stato firmato da autori toscani come Vanni Santoni, Marco Vichi, Alessandro Raveggi e Sergio Nelli ma anche dalla stessa Michela Murgia, da Giorgio Vasta, Marco Mancassola e la lista continua ad allungarsi.

“Se una città davvero aspira a essere comunità libera di scambio tra scrittori, ha il dovere promuovere e patrocinare iniziative di qualità dove scrittori e aspiranti possano veramente – e senza balzelli di sorta – entrare in contatto, e rifiutare quegli eventi che puntano innanzitutto a riscuotere denaro da chi coltiva un sogno” spiegano i firmatari della lettera aperta.
Se dalle pagine di Repubblica Firenze l’assessore fiorentino all’Università, Ricerca e Politiche giovanili Cristina Giachi risponde che “il festival fornisce un servizio di scouting e i servizi si pagano”, da parte degli organizzatori dell’agenzia Acciari Consulting tutto tace.
Ma la polemica ha già dato un risultato: da ieri sera il sito del festival è oscurato e sembra che le tariffe d’accesso saranno ribassate. Ma forse non basterà a spegnere l’indignazione.

Per leggere la versione integrale della lettera: clicca qui

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