Uno studio dell'Università di Firenze per proteggere le foreste pluviali

La ricerca coordinata dall'Ateneo fiorentino analizza 171 specie di mammiferi per capire come tutelare la biodiversità delle aree tropicali

Le comunità di mammiferi delle foreste pluviali del mondo, seppur formate da faune molto diverse, sono composte da proporzioni simili di carnivori, erbivori, insettivori e onnivori e presentano una comune vulnerabilità rispetto a fattori ambientali e di disturbo da parte dell'uomo. Lo documenta lo studio di un team di studiosi coordinato da Francesco Rovero, ricercatore dell'Università di Firenze e collaboratore del Museo delle scienze di Trento, e da Simone Tenan, ricercatore del Muse.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Ecography, getta nuova luce sulla biodiversità delle aree tropicali e l'impatto della presenza umana sulle comunità animali. Grazie a quasi 1000 foto-trappole attive 24 ore al giorno, i ricercatori hanno fotografato 171 diverse specie di mammiferi, nelle foreste pluviali del globo, relative a comunità del Sud America, dell'Africa e del Sud-Est asiatico.

La presenza delle stesse proporzioni dei gruppi distinti in base alla dieta alimentare era stata ipotizzata in precedenza sulla base di analisi di mappe globali: ora il fenomeno, si spiega, trova evidenza nei dati delle specie campionate sul campo nell'intera fascia tropicale.

"In questo studio - afferma Rovero - abbiamo analizzato la nicchia ecologica di intere comunità, 16 in tutto il mondo, rappresentate ciascuna da 20-30 specie e come essa muti in risposta all'ambiente e alla presenza dell'uomo. Circa la vulnerabilità delle comunità" si è scoperto "che il numero di specie a dieta insettivora aumenta con l'estensione delle aree protette in cui si trovano e diminuisce con l'elevata densità umana nelle aree vicine alle foreste". Per Tenan i risultati dello studio sono rilevanti "perché gettano le basi per analizzare la vulnerabilità e quindi impostare piani di protezione che siano generalizzabili a contesti diversi e intere comunità e non limitati a singole specie".

11/11/2019