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FuckUp Nights: dopo tre fallimenti ecco le tre rinascite

Le storie di Samanta Tamborini, Serena Puosi e Giovanni Puccioni al centro dell’evento che si terrà ad Impact Hub Firenze il prossimo 12 aprile

fuckup nights

Sbagliando s’impara recita un vecchio detto e forse sbagliando si può ripartire più forti di prima. Certo è che quando hai fallito un’esperienza di lavoro o di vita fai fatica ad affidarti al saggio detto di qualche anziano, fai fatica a rialzarti. Però c’è chi ce l’ha fatta. E’ il caso di Samanta Tamborini, Serena Puosi e Giovanni Puccioni, i protagonisti della prossima ‘FuckUp Nights’ che si terrà all’Impact Hub di Firenze il 12 aprile, a partire dalle 19.30.

Ma cosa sono le FuckUp Nights? Si tratta di un movimento internazionale che ‘celebra’ il fallimento, ceneri dalle quali però si può rinascere. Alla base di tutto c’è dunque la condivisione attraverso un format che mette al centro le storie di chi ha fallito, nel corso di un evento fortemente partecipato dal pubblico. 

Un format ‘sposato’ anche da Impact Hub Firenze che propone un ciclo di incontri ri-partiti in questo 2018 dopo la positiva esperienza dello scorso anno. Il 12 aprile sarà dunque la volta di Samanta che dopo un matrimonio finito e una carriera da medico abbandonata, ha trovato la sua nuova strada dedicandosi all’arte della fotografia. Con il suo obiettivo immortala gli attimi felici dei matrimoni. Oggi Samanta è anche docente, a Milano, di Wedding Photography e Marketing.

Complessa è anche la storia della blogger versiliere Serena Puosi. Incinta e senza lavoro ha dovuto reinventarsi. Dal suo ‘fallimento’ è riemersa più forte di prima, dando vita a ‘Social Destnation Versilia’, un progetto di valorizzazione del territorio che le ha dato i natali, proprio partendo dall’ambito che maggiormente conosce, ossia i social media. 

Infine Giovanni porterà alle FuckUp Nights la storia della sua startup Rerace, sintesi di tutte le sue passioni: auto, moto ed elettronica. Un’azienda che aveva trovato l’interesse d Business Angel americani  Un progetto bruciato sul tempo. ” “L’accelerazione esagerata – ha spiegato Giovanni – ha portato il team a richiedere 100.000$ con una campagna di crowdfunding su Kickstarter. Obiettivo fallito perché il luogo e il mercato erano sbagliati. E si è trasformata in implosione, rappresentando l’inizio della fine, per tutti gli investimenti di tempo e denaro profusi nel progetto”.

Quell’esperienza è servita oggi a Giovanni per ripartire con un ruolo da Head of Industry 4.0 nell’azienda toscana Extreme Automation.

 

Per iscriversi alle FuckUp Nights clicca qui: http://bit.ly/FUNFIN9

  

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