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I baronetti tornano in città: The Hacienda in concerto al Tender

Sabato 6 febbraio a Firenze il grande ritorno della band dopo tre anni di assenza per presentare la loro ultima fatica: il “The Hacienda Ep”

The Hacienda

The Hacienda, nome preso in prestito dallo storico locale di Manchester, è un progetto indie rock che nasce da cinque ragazzi di Firenze nel dicembre 2003. La line-up è composta da Alessandro Gianferrara (voce & chitarra), Donato Guitto (chitarra), Francesco Perini (Tastiere), Andrea Palombi (voce & Basso), Gimmy El Helou (Batteria). Dopo un trasferimento nella capitale della musica underground, Londra, la band torna con “The Hacienda EP”, uscito a Ottobre 2015, collezionando ottime recensioni dalla critica internazionale. Sabato 6 febbraio sono pronti per farcelo ascoltare incendiando il dancefloor del Tender club a Firenze. Ecco la nostra intervista al leader della Band Alessandro.

Ciao Ale! Sono diversi anni che siete sulla scena fiorentina e albionica, vi ricordate quando avete deciso di suonare insieme? Cosa direste ai voi stessi di dieci anni fa?
Abbiamo iniziato a suonare dopo esserci appassionati ai concerti e ai dischi. Molto spesso succede che magari uno inizia a suonare uno strumento e poi inizia ad interessarsi all’ascolto dei dischi ma per noi è stato completamente l’opposto. Ai noi stessi degli inizi diremmo quello che ci consigliavano in tanti ovvero ascoltare più dischi possibile e cercare di sviluppare le nostre influenze non rimanendo attaccati ad una scena o a una decade in particolare.

Nel 2013 avete deciso di trasferirvi in blocco in Inghilterra, il trasferimento vi ha giovato? Cos’avete trovato là che a Firenze non c’è?
La possibilità di confrontarci con una realtà che vive la musica tutti i giorni in tutte le sue forme. Per noi questo è stato un cambiamento drastico rispetto al vivere a Firenze dove le realtà come live clubs, etichette e serate sono molto poche anche se gestite fortunatamente da tutte persone che nella musica ci credono seriamente con una passione genuina.

E’ meglio essere “nessuno” a Londra invece che essere “un nome” a Firenze?
L’essere “nessuno” a Londra ti porta un feedback in tutta Europa sia a livello di contatti che di promozione del progetto e questa per noi è la cosa più importante. Dopo 10 anni esatti a Firenze sentivamo che avevamo raggiunto il massimo che potevamo fare avendo la base in Italia e per noi non ci sono stati ne rimpianti ne ripensamenti.

Quali sono state le principali fonti di ispirazione per il vostro ultimo Ep?
Ozzy e Scott Walker soprattutto ma anche i primi Metallica oltre a tanta Black Music che ascoltiamo da tantissimo tempo e rimane per noi la nostra principale fonte di ispirazione. Quando siamo bloccati a livello di scrittura o arrangiamenti per noi ascoltare una compilation dell’Atlantic è come ricaricare un iphone a 0% di batteria.

Inutile negarlo siete cresciuti sulle spalle degli Oasis vostra band guida, come avete più volte dichiarato. Che effetto vi fa osservare la parabola discendente di Liam Gallagher in confronto al suo rivale storico Damon Albarn che sembra il nuovo “Re Mida” della discografia inglese?
Che probabilmente se avessimo fatto i soldi che ha fatto Liam Gallagher negli anni 90′ avremmo avuto la nostra parabola discendente ben prima di quando l’ha avuta lui. L’ultimo album dei Blur è nella mia top 3 della band.

Quali sono i gruppi di oggi che girano più spesso sul vostro ipod?
Ascoltiamo tutti tante cose diverse il che è ottimo ma la mia ultima playlist contiene Jamie XX, Michael Monroe, Scott Walker, Serpent Power, Mind Games di John Lennon e Love Supreme di Coltrane.

A Firenze batte ancora forte il cuore dei Mods come pensate sarà accolto il vostro tour italiano, dove suonerete?
Non suoniamo a Firenze da 3 anni e per noi sarà molto molto speciale tornare a casa il 6 Febbraio. Suoneremo anche al Covo di Bologna il 5 Febbraio ma torneremo sicuramente per altre date nei mesi prossimi e in estate per alcuni festival.

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