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I periti a bordo della Concordia Verusio: “Il mare ha mangiato tutto”

Oggi al Giglio magistrati, periti e avvocati

Periti a bordo della concordia

Giornata decisiva all’isola del Giglio, hanno preso infatti il via le così dette “operazioni peritali”a bordo della Costa Concordia. Periti, megristrati e avvocati hanno avuto per la prima volta la possibilità di fare un sopralluogo sulla plancia di comando della nave.

Questi i primi commenti del Procuratori di Grosseto Francesco Verusio appena sceso: “E’ tutto distrutto. Il mare ha mangiato tutto”.

“Sono stati fatti dei lavori, lo scenario non è più quello originale, c’è stata una completa modifica dello stato dei luoghi”. Ha dichiarato il difensore di Schettino, avvocato Domenico Pepe, appena tornato al Giglio dopo aver partecipato al sopralluogo sul relitto. “I lavori forse sono stati effettuati da chi non aveva interesse a fare alcuni accertamenti, i lavori dovevano essere fatti ma ora non più nulla di riconducibile alle reali condizioni del momento dell’affondamento. Lo stato dei luoghi è inconsistente sotto il profilo degli accertamenti che si volevano fare” commenta ancora l’avvocato Pepe. A chi gli domanda se l’alterazione della plancia di comando sia avvenuta “in malafede”, Pepe risponde di “no”. “Durante i lavori però – aggiunge – sono state rimosse delle cose che non fanno più ricondurre la condizione della plancia a quella iniziale. Non c’è la leva sul ponte di comando che consente di commutare l’allarme, da allarme fuoco a allarme falla. Abbiamo trovato dei faldoni e chiesto l’acquisizione al processo”, continua. “Inoltre sono stati tolti i pannelli del pavimento e mancano delle apparecchiature”.

Durante il sopralluogo di stamani è stato prelevato dalla consolle delle strumentazioni della plancia di comando il ‘track pilot’, apparato che registra le posizioni della nave. Il track pilot sarebbe molto ossidato e rovinato dal contatto con il mare, trovandosi sul lato rimasto inabissato fino all’operazione di parbuckling (raddrizzamento del relitto). In particolare, del track pilot (pilota automatico) sono state estratte le memorie contenute negli hard disk della consolle della plancia di comando. Secondo quanto appreso rispetto a prime valutazioni fatte stamani, l’acqua marina potrebbe aver rovinato le memorie, tuttavia è proprio uno dei temi della perizia quello di verificare se ci siano strumenti utilizzabili per integrare gli accertamenti svolti finora solo con la scatola nera. Sempre secondo quanto riportato dagli avvocati di parte civile, dalla plancia di comando sono stati presi alcuni computer dei vari strumenti di bordo. La perizia dovrebbe esaminarne le memorie.

”La situazione sulla plancia della Costa Concordia è molto degradata” e ”secondo me i computer che abbiamo prelevato sono totalmente inusabili, perchè sono ossidati e alcuni erano sott’acqua. Comunque li esamineremo, anche se ho poche speranze”. Così l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Capo dei periti del tribunale, parla del sopralluogo sul relitto appena rientrato al porto del Giglio. ”Vedremo – ha proseguito  – cosa c’è da scaricare da questi pc, se c’è qualcosa in più rispetto al Vdr (la cosiddetta ‘scatola nera’, ndr), che già ci dava tutto quello che ci serviva”.

Il primo gruppo di persone autorizzate a salire sulla Costa Concordia per il sopralluogo era costituito dai giudici del Tribunale di Grosseto del processo Schettino, il presidente Giovanni Puliatti e i colleghi Marco Mezzaluna e Sergio Compagnucci, e da legali e consulenti di Costa Crociere Spa. Con loro i periti del Tribunale. Si sono imbarcati su una pilotina dei carabinieri e sono saliti sulla nave da una impalcatura galleggiante.

Il sopralluogo è durato oltre 5 ore. Le operazioni sono andate avanti da stamani fino al primo pomeriggio, poi periti, consulenti, avvocati sono tornati a terra. Gli ultimi a rimanere sul relitto sono i giudici del tribunale di Grosseto per espletare le ultime operazioni. Prossimo sopralluogo il 27 febbraio; sarà dedicato al generatore diesel di emergenza.

Foto di http://corrierefiorentino.corriere.it

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