I toscani vivono più a lungoI maschi superano 80 anni

di Samuele Bartolini

Buoni stili di vita, mangiare sano e più attenzione alla prevenzione. Questa la fotografia scattata dall'ultimo rapporto aggiornato al 2010 dall'Ispo, l'Istituto per la prevenzione oncologica

I toscani campano sempre più a lungo. Conducono stili di vita più attenti alla salute, mangiano meglio, fumano di meno e fanno più prevenzione. La speranza di vita alla nascita continua ad aumentare e per la prima volta è superiore agli 80 anni in entrambi i sessi. Le donne, che hanno sempre avuto il primato della longevità, raggiungono in media gli 84,9 anni di età. Gli uomini si attestano sugli 80,4 anni. Le cause di decesso derivano soprattutto dalle malattie cronico-degenerative, ossia le bizze che i sistemi circolatorio, respiratorio e i tumori finiscono col fare mano mano che gli anni trascorrono. In una parola, si muore di vecchiaia. Questi i dato centrali che emergono dall'ultimo rapporto aggiornato al 2010 del Registro di Mortalità Regionale toscano elaborato dall'Ispo, l'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica.

PERCHE' SI VIVE DI PIU' - La dott.ssa Elisabetta Chellini, responsabile del registro, ne spiega le ragioni: “L’aspettativa di vita è aumentata essenzialmente per i miglioramenti che si sono conseguiti in merito alle condizioni igienico-sanitarie dei nostri ambienti di vita, agli interventi di prevenzione attuati negli ambienti di lavoro, ai miglioramenti osservati negli stili di vita”. Ad esempio, a metà degli anni '70, più della metà degli uomini (53,5%) fumava. Ed è risaputo che il tabacco è la causa principale di malattia e morte per patologie cardiocircolatorie e tumori. Oggi la percentuale dei fumatori è scesa al 25,9%. Ma i toscani sono anche diventati più consapevoli dell'importanza della prevenzione e si sottopongono più volentieri ai “trattamenti diagnostici che consentono di identificare meglio e prima numerose patologie” e ai “trattamenti terapeutici che consentono una maggiore sopravvivenza per molte malattie”.

TUTTE LE MALATTIE IN CALO -
Tutti i grandi gruppi di malattie: cardio-circolatorie, dell'apparato respiratorio, dell'apparato digerente, tumori compresi, sono in calo. “Le malattie del sistema circolatorio – spiega Chellini - sono quelle che hanno subìto la maggiore riduzione, da ricondurre agli importanti interventi di prevenzione primaria, ai notevoli progressi registrati nelle cure e all'operatività del sistema sanitario di emergenza disponibile sul territorio”. Chissà ora cosa succederà con la riduzione delle centrali del 118 a sole tre unità. Per i tumori, però, “l’andamento in riduzione è minore”. Così è accaduto che dal 2004 il cancro è diventato la prima causa di morte negli uomini toscani, mentre nelle donne le due curve di mortalità, quella delle malattie e quella dei tumori, si sono molto avvicinate anche se la prima causa di morte è rappresentata ancora dalle malattie dell’apparato circolatorio. Il motivo? Negli ultimi anni c'è stata una diffusione sempre più ampia del tabagismo così il tumore del polmone è diventato tra le donne la seconda causa di morte dopo quello della mammella.

LA COSTA E' MESSA PEGGIO – Il decremento delle malattie è generale su tutto il territorio regionale, ma la fotografia scattata dalla ricerca dell'istituto per la prevezione oncologica mostra che i toscani della costa se la passano peggio di quelli che abitano nell'entroterra. Nelle mappe della mortalità il blu scuro, il colore che segnala un'alta incidenza delle patologie, imbratta molto spesso le zone del pisano, del livornese e del grossetano. Il grossetano e la Maremma stanno male sia per le malattie dell'apparato digerente che per quelle respiratorie. Le malattie circolatorie colpiscono pesantemente il livornese, l'Isola d'Elba e tutte le isole dell'arcipelago, ma anche l'area a ridosso della costa che comprende la lucchesia fino alla Maremma senese e l'Amiata, non se la passa bene. C'è poi una zona che non la scampa quasi mai: la Versilia e l'area a Nord-ovest che si trova a ridosso della Liguria.

14/10/2013