Il cervello artificiale parla anche toscano

Maxi team di studiosi europei è al lavoro

L'obiettivo dei ricercatori è ambizioso: sviluppare entro il 2013 un cervello artificiale che simuli il funzionamento di quello umano grazie all'uso di super calcolatori. Uno strumento che sarà utilizzato per trovare nuove cure per le malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson, ma anche di altri meccanismi, come la schizofrenia. Il progetto, chiamato “HBP - Human Brain Project” ha dimensioni europee e tra partner italiani figura anche il Lens, il Laboratorio Europeo per la Spettroscopia non Lineare dell'Università di Firenze.

Il cervello umano si comporta come un maxi - computer, energeticamente autonomo, capace di ripararsi da solo e di auto apprendere. Al momento la scienza ha compreso molti aspetti del funzionamento del cervello e dall'altra parte ha sviluppato macchine di calcolo potentissime. Mettendo insieme le conoscenze neurologiche che i ricercatori hanno acquisito sul funzionamento delle molecole celebrali, le cellule, i circuiti neuronali e quelle sui più potenti database attualmente sviluppati grazie alle tecnologie Ict (information and communication tecnology), si può costruire un simulatore biologicamente molto dettagliato dell'intera attività del cervello umano.

Il progetto mira ora a ricevere un finanziamento da parte dell'Unione Europea. Le risorse permetterebbero un'accelerazione sostanziale e il raggiungimento degli obiettivi in tempi rapidi. L'Italia è presente con sei ricercatori nel gruppo di oltre 150 scienziati che stanno lavorando alla predisposizione della proposta di finanziamento per HBP. Il Lens e l'Università di Firenze si occuperanno della messa a punto di un tomografo ottico per la ricostruzione dell'intera rete del cervello con un dettaglio mille volte superiore alle tecniche esistenti. La ricerca fiorentina sarà incentrata sull'analisi dei collegamenti della rete neurale.

23/05/2011