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Il grido del sindaco di Riace: ‘L’odio in Italia è diventato governo’

Mimmo Lucano al Meeting dei Diritti Umani a Firenze. L’incontro con Rossi e l’accusa ad una parte della società: Stiamo andando verso la ‘disumanizzazione’

Mimmo lucano – foto ansa

Niente giacca e cravatta, abbigliamento che non si addice a chi, ogni giorno, è abituato a fare le lotte sul campo, tra la gente. Un giubbotto, un maglione e quella parola che ribadisce più volte, in un mantra positivo: ‘umanità’.

Lui è il sindaco di Riace Mimmo Lucano, uno di quelli che l’opinione pubblica ama od odia, proprio perchè le sue posizioni le ha prese provando a far diventare il suo comune un modello di accoglienza per i migranti. 

C’è anche lui, questa mattina a Firenze, a parlare ai giovani studenti degli istituti superiori della Toscana, ottomila per la precisione che si sono ritrovati al Nelson Mandela Forum per l’appuntamento tradizionale con il Meeting dei Diritti Umani.

Dimostra preoccupazione, a proposito della tutela dei diritti umani, ma non si arrende. E lo ripete a più riprese. “C’è necessità di umanità. C’è una parte della società che ci vuole portare verso la disumanizzazione, verso la barbarie e invece ce n’è un’altra che istintivamente vuole stare dall’altra parte. Io ho fatto scelte seguendo un impulso di coscienza di fronte agli sbarchi – aggiunge Lucano – ed ho preso decisioni magari – come stanno dicendo – ‘aggredendo le norme’ (il sindaco si riferisce al Riesame del Giudice di Reggio Calabria n.d.r).

Norme aggredite – continua Lucano – nel nome della dignità umana e della costruzione di una società differente e lo ribadisce il giorno dopo la ricorrenza della ‘Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo’ e questo governo – ribatte – “sin dal suo primo giorno ha aggredito gli esseri umani, sopratutto le persone più deboli, ha violato i diritti umani”.

E torna alla mente la sua battaglia per salvare vite, per salvare persone. Ricorda gli sbarchi Lucano e le sue scelte di far scattare immediatamente la macchina dei soccorsi e dopo vivere quelle ore con la sensiblità di chi tutela l’altro, lo difende, ne garantisce la dignità di persona. Non per tutti è stato così però, ammette. ‘C’è stato chi è rimasto indifferente’.

Indifferenza alla quale oggi si aggiunge qualcosa di ancor più pericoloso, l’odio.Io non odio le persone che la pensano in modo diverso, però queste persone non ci possono impedire di avere un impulso di umanità. Tutto si trasforma in odio. L’odio – chiosa  – in Italia è diventato governo, classe dirigente”.

 

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