Attualità/

Il raddrizzamento della Concordia Un’operazione da libri di Storia

Il relitto è stato “rimesso in piedi” e appoggiato sul falso fondale a 30 metri di profondità sotto gli occhi delle telecamere arrivate da tutto il mondo

Costa Concordia

Il raddrizzamento della Costa Concordia è stato un evento che rimarrà nella Storia. Il relitto riportato in posizione verticale, infatti, è un progetto ingegneristico che era già stato realizzato nel XIX secolo, ma non per una nave di queste dimensioni. L’operazione di parabuckling è stata portata a termine alle 4 di mattina del 19 settembre 2013 dopo quasi venti ore di lavoro salutata dalle sirene del porto.

La nave è stata gradualmente “rimessa in piedi” fino al suo lento adagiarsi sul falso fondale costruito appositamente a 30 metri di profondità. Una rotazione dai tratti eccezionali che è stata seguita in tempo reale dalle telecamere e dai giornalisti di tutto il mondo che avevano letteralmente invaso il Giglio. Un successo mediatico, dunque, ma soprattutto la fine di un incubo che si trascinava avanti da tanto, troppo tempo per gli abitanti dell’isola.

Il 16 settembre la gigantesca nave è stata imbragata con 36 cavi d’acciaio enormi. Le operazioni cominciano la mattina, ma nella prima giornata l’innalzamento della Concordia sembra troppo lento per poter rispettare le 12 ore inizialmente previste per il completamento del parabuckilng. “Tutto dipende dal comportamento del relitto”, commenta l’ingegner Sergio Girotto, di Micoperi, l’azienda italiana che insieme agli americani di Titan conduce il recupero. In effetti le prime ore sono le più delicate. Durante le operazioni si presentano un po’ di problemi nel “tiraggio” dei cassoni che sono stati appoggiati al fianco della Costa per il suo riequilibrio.

Poi qualcosa si sblocca. La rotazione comincia a prendere piede. Diventa sempre più visibile agli occhi del mondo il “muro marrone”. Sono le spaventose immagini del fianco della nave che riemerge dal mare. Flash dall’Inferno che descrivono più di mille parole l’immane tragedia che ha schiacciato 32 vite. La rotazione continua anche nella notte. Il relitto si mostra in tutta la sua gravità. Fino al raddrizzamento completo alle 4 di mattina.

Sono ancora impresse nella memoria le prime parole del salvage master sudafricano, Nick Sloane: “Mi sento sollevato e sono un po’ stanco. Mi vado a fare una birra, mando un bacio a mia moglie e vado a dormire”. Un uomo che è stato salutato come eroe dalla popolazione del Giglio. Il racconto a lieto fine si conclude con la telefonata di congratulazioni del presidente del Consiglio Enrico Letta.

 

I più popolari su intoscana