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Il Sant’Anna studia “muscoli spaziali”

Cellule coltivate a forza di gravità

Esperimenti a 5, 10 e 20 volte la gravità della terra, per fare chiarezza sulle alterazioni che la forza di gravità ha sullo sviluppo delle cellule muscolari. Si chiama HyperMuscle il progetto portato avanti da quattro gruppi di Dottorandi, tra cui uno del Sant’Anna di Pisa scelti in tutta Europa, selezionati dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per la realizzazione di esperimenti in regime di gravità alterata presso la “Large Diameter Centrifuge”, una strumentazione in grado di permettere la conduzione di esperimenti in condizioni di ipergravità.

Della “squadra” pisana fanno parte Gianni Ciofani (ex allievo ordinario e perfezionando di bioingegneria, ora post-doc presso l’unità IIT della Scuola Sant’Anna), Leonardo Ricotti e Jacopo Rigosa, sotto la supervisione della Dottoressa Monica Monici (Università di Firenze) e di Arianna Menciassi, Associato di Bioingegneria Industriale alla Scuola Superiore Sant’Anna.

Gli esperimenti si sono svolti nei giorni scorsi presso l’Estec (European Space Research and Technology Centre) di Noordwijk, (Olanda). Adesso, invece, le colture cellulari muscolari sono state sottoposte a periodi di incubazioni a diversi livelli di ipergravità (5, 10 e 20g). Le analisi sui campioni trattati sono in fase di svolgimento presso i laboratori IIT e CRIM del Polo Sant’Anna Valdera di Pontedera (Pisa), diretti da Paolo Dario, e potrebbero consentire una maggiore comprensione delle cause dei già noti effetti fisiologici che le alterazioni della forza di gravità comportano.

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