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Il Trittico di Puccini torna a casa Merito di un gruppo di donne

L’operà sarà rappresentata a Torre del Lago dopo un’assenza durata 40 anni. Grazie ad un progetto artistico tutto al femminile

Giacomo Puccini

L’opera pucciniana Il Trittico torna a casa.  Rappresentata nella sua integrità con i tre atti unici Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi,  mancava da Torre del Lago da 40 anni. L’ultima rappresentazione è infatti del 1974,  la Stagione che Torre del Lago allestì per l’anniversario dei 50 anni dalla morte di Giacomo Puccini.

Dal 1974 ad oggi i tre atti unici sono stati via,  via,  proposti singolarmente nei cartelloni del Festival Puccini; quest’anno,  la Fondazione Festival Pucciniano, con una proposta  innovativa e soprattutto all’interno di un  progetto Puccini 2.0  che mira a valorizzare i giovani,  ha deciso di proporre Il Trittico così come Puccini lo aveva pensato, ovvero con la rappresentazione in una unica serata di tutti e  tre gli atti.  L’ideazione del Progetto per  la regia, le scene e di costumi è stata messa a bando con una selezione pubblica che ha visto 28 proposte provenienti da tutta Italia e alcune  anche dall’estero.   Ad aggiudicarsi il Bando è stata la proposta di una equipe di donne guidata dall’arch. Monica Bernardi che ha firmato le scene, con lei Carla Conti Guglia assistente alla scenografia e ai costumi, Selene Farinelli per il progetto di regia di Il Tabarro, Vittoria Lai e Giorgia Guerra per la regia di Suor Angelica, Elena Marcelli per la regia di Gianni Schicchi e Lorena Marin per i costumi.

Un gruppo di donne, anche  amiche tra loro,  legate da una grande passione per il teatro lirico che hanno condiviso frequentando un  master di primo livello presso l’Opera Academy di Verona, centro nazionale artistico di alta specializzazione sul teatro musicale e coreutico.  

Il progetto artistico aveva come motto (come richiesto dal bando)  la frase  “METTI DEI BIMBI, DEI FIORI, DEI DOLORI E DEGLI AMORI” tratta da una lettera di Giacomo Puccini a Gabriele D’Annunzio  dell’agosto 1912 , periodo  in cui tra i due artisti ci fu un nuovo tentativo di collaborazione e Puccini aveva chiesto a D’Annunzio di trovargli “2 o 3 atti  teatrali animati da tutte le corde sensibili”  e gli scriveva appunto “metti dei bimbi, dei fiori, dei dolori e degli amori”

Il loro progetto ha  vinto, sui 14 progetti ammessi,  con 82 punti,  riscuotendo il miglior apprezzamento sul piano artistico, perfettamente bilanciato con la sostenibilità economica e sulle soluzioni tecniche proposte, che è valsa a quel progetto il punteggio più elevato.

La Commissione presieduta dal responsabile artistico Daniele De Plano e di cui facevano parte il regista Renzo Giacchieri, il direttore generale della Fondazione Franco Moretti,   il direttore degli allestimenti della Fondazione Massimiliano Bertuccelli, Gian Maria Melillo, assistente alla produzione della Fondazione,  Mariella Manfredi responsabile affari generali della Fondazione, con  funzioni di segretario, ha lavorato intensamente per 3 giorni  per la selezione dei progetti ammessi: 28 le proposte arrivate in Fondazione di cui 14 non formalmente corrette a norma del bando e  14 proposte selezionate.

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