Incendio Monti Pisani: 10mila ulivi bruciati e ancora 430 sfollati

Il rogo ormai è domato, tranne che nella zona di Vicopisano dove ci sono ancora fiamme vive. In fiamme in totale mille ettari: la procura fa partire la caccia al piromane

Oltre mille ettari di superficie bruciata e 430 sfollati. Mentre è in pieno corso la caccia ai piromani, è severo il bilancio, ancora parziale, del furioso incendio che ha cambiato "la geografia del territorio" nel Pisano. La frase è del sottosegretario all'Ambiente Vannia Gavia, e descrive meglio di altre metafore la distruzione prodotta dalle fiamme che hanno divorato una porzione enorme del Monte Serra, sulle alture che sovrastano Pisa. Solo una parte di questi mille ettari sono bruciati altrove, ad Avane di Vecchiano, nella valle del Serchio, in un altro incendio scoppiato due sere fa e anche questo di più che probabile origine dolosa. Gava ha assicurato "l'impegno del governo e del proprio ministero per la ricostruzione, a cominciare dal ripristino idrogeologico del territorio bruciato per scongiurare il rischio di emergenze alluvionali con le prime piogge autunnali".

Intanto è solo uno solo il fronte di fuoco ancora attivo sul monte Serra, ma le fiamme sono sotto controllo. Lo rende noto la Regione Toscana precisando che il fuoco tra Lugnano e Noce, nel comune di Vicopisano, lungo la provinciale vicarese, è l'unico fronte attivo dell'incendio ed è già nella fase di completo spegnimento.
Questa mattina il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha sorvolato l'area a bordo di un elicottero. La ripresa, adesso sotto controllo, è stata immediatamente fronteggiata: stanno intervenendo due Canadair e due elicotteri della protezione civile regionale. Su tutta l'area del rogo sono al momento al lavoro 50 squadre tra operai forestali degli enti e volontari del coordinamento volontariato toscano oltre ai vigili del fuoco, per un totale di 160 uomini allo scopo di sorvegliare che non si verifichino ulteriori riprese. 

L'incendio
L'incendio

CACCIA AL PIROMANE - La procura intanto procede con la sua inchiesta per incendio doloso. Il fascicolo è sempre contro ignoti, nessuna pista è trascurata. Sono state acquisite immagini dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona ma, secondo quanto si apprende, al momento non darebbero contributi decisivi. Il comandante provinciale dei carabinieri, Nicola Bellafante, ha precisato che "non esiste una lista di sospettati: raccogliamo informazioni e facciamo domande senza tralasciare alcuna ipotesi. Al momento non ci sono particolari sospetti su qualcuno".

I DANNI - A Montemagno, frazione di Calci sopra la celebre Certosa, monumento più visitato dopo la Torre pendente nella provincia pisana, ci sarebbe almeno una decina di case andate completamente o parzialmente distrutte. Ma soprattutto è sparito il bosco: migliaia di pini marittimi e olivi sono inceneriti. I danni sono ingentissimi.
In tutto gli sfollati sono 430. Gran parte ha trovato ospitalità da parenti e amici ma c'è almeno una sessantina di persone che non si trova in strutture approntate dai comuni di Calci e Vicopisano.
Oggi riaprono le scuole e anche l'aeroporto Galilei di Pisa, dove anche ieri i voli sono stati interrotti per consentire ad aerei e elicotteri antincendio di operare in sicurezza.

DIECIMILA ULIVI BRUCIATI - Secondo le stime di Coldiretti ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati perduti nel rogo e per l'agricoltura la stima dei danni ammonta già a oltre sei milioni di euro. Circa diecimila piante di ulivo, anche secolari, sono state distrutte dall'incendio che ha colpito anche vigneti e castagneti. Gli ulivi dovranno essere ripiantati e ci vorranno almeno cinque anni prima che si torni a produrre.

27/09/2018