Made in Toscana/

Internazionalizzazione: 10 mln di euro per le PMI toscane

La Regione lancia un bando per finanziare l’espansione nel mercati esteri delle aziende: si può presentare domanda fino al 23 marzo

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Dieci milioni di euro per aiutare le piccole e medie imprese toscane a promuoversi all’estero: a metterli a disposizione del sistema produttivo è il nuovo bando per l’internazionalizzazione varato oggi dalla Regione Toscana.
Le aziende potranno presentare domanda da lunedì 12 gennaio fino al 23 marzo: i contributi a fondo perduto potranno arrivare fino al 50% del costo previsto.

Le spese ammesse per il finanziamento sono tutte quelle necessarie a un’impresa per espandersi nel mondo, come aprire uffici, sale espositive o altre strutture logistiche fuori dall’Italia, partecipare a fiere o saloni internazionali, creare brand e siti web per far conoscere il proprio marchio sui mercati stranieri. L’obiettivo è trainare il sistema toscano fuori dalla crisi puntando su quelle aree in grado di spendere per il Made in Italy di qualità.
“Abbiamo pensato questa misura – spiega l’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini – per incoraggiare anche le imprese di piccole dimensioni a intraprendere la strada dell’internazionalizzazione e a riposizionarsi efficacemente su mercati oggi più appetibili, ma che richiedono strumenti di intervento non sempre alla portata di tutti”.

Il bando darà la priorità alle reti di impresa, che mettono insieme almeno quattro realtà produttive diverse, alle aziende provenienti da zone della Toscana riconosciute in stato di crisi, come Prato e Massa, e ai programmi che progettano un’apertura verso i paesi extraeuropei come quelli dell’area Bric (Brasile Russia India e Cina) ma anche Stati Uniti, Giappone, Sud Africa, Emirati Arabi e Vietnam.
Corsia preferenziale anche per le imprese con certificazione di responsabilità sociale e a quelle guidate da giovani o da donne.
In particolare, per le reti e i raggruppamenti temporanei, i limiti minimi e massimi delle spese ammissibili sono di 5 mila e 1 milione di euro, mentre per i consorzi si va da un minimo di 5 mila euro ad un massimo di 400mila.

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