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Inverno in arte in Toscana

Kandisky, Bacon e molti altri: tutti gli appuntamenti con la bellezza

Una stagione all’insegna dell’arte dai grandi maestri del passato alle sperimentazioni più audaci nel presente. Percorsi per appassionati ma anche famiglie e bambini che vogliono trascorrere una giornata immersi nell’arte.

A FIRENZE

“Anni Trenta. Arti in Italia oltre il fascismo” questo il titolo della nuova grande mostra di Palazzo Strozzi. Dal 23 settembre fino al 27 gennaio in mostra un decennio attraverso i suoi capolavori capolavori (99 dipinti, 17 sculture; 20 oggetti di design) di oltre quaranta dei più importanti artisti dell’epoca quali Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Achille Funi, Carlo Carrà, Arturo Nathan, Achille Lega, Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Giorgio Morandi, Ram, Thayaht, Antonio Donghi, Marino Marini, Renato Guttuso, Carlo Levi, Filippo de Pisis, Scipione, Antonio Maraini, Lucio Fontana.

La Strozzina invece propone “Francis Bacon e la condizione esistenziale nell’arte contemporanea” dal 5 ottobre al 27 gennaio cinque artisti internazionali (Nathalie Djurberg, Adrian Ghenie, Arcangelo Sassolino, Chiharu Shiota, Annegret Soltau) si confrontano con le opere del grande maestro.

Fino al 6 gennaio a Villa Bardini è ancora possibile visitare “Da Fattori al Novecento Opere inedite dalla collezione Roster, Del Greco, Olschki” un Grand Tour nella Toscana della memoria, struggente e solare, ma anche una piacevole scoperta di personalità poco conosciute ma davvero affascinanti, l’esposizione ricompone l’antica collezione, raccogliendo un centinaio di dipinti mai visti in precedenza, provenienti da raccolte private.

Il Museo Ferragamo celebra Marilyn a 50 anni dalla scomparsa. Fino al 28 gennaio in via Tornabuoni a Firenze in mostra scarpe firmate, abiti, foto e video della diva del cinema. Una donna amata dal mondo intero ma sola di fronte al proprio destino, icona eterna di bellezza. Bionda platino, vulnerabile venere venerata da uomini importanti, sensuale e sprovveduta bambolina e genio di intuitività.

IN TOSCANA

PISA

Dal 13 ottobre al 3 febbraio Palazzo Blu di Pisa ospiterà la mostra "Wassily Kandinsky, dalla Russia all’Europa", che propone circa 50 opere del pittore russo, padre dell’astrattismo, provenienti dal museo di San Pietroburgo e da altri importanti musei russi. L’esposizione ripercorre il ventennio fra il 1901 e il 1922. Aperta da una affascinante e sorprendente sezione dedicata alle radici visive e concettuali dell’opera di Kandinsky – con rari oggetti appartenenti alla tradizione dello sciamanesimo – la mostra guiderà il visitatore dai suoi primi dipinti nati in atmosfera simbolista, alle opere del periodo di Murnau (affiancate da selezionati quadri di Gabriele Munter, Alexej Jawlensky, Marianne Werefkin e Arnold Schonberg), fino alle grandi tele dei pochi anni in cui Kandinsky divenne il punto di unione fra le avanguardie occidentali, raccolte intorno a Der Blaue Reiter, e i maggiori protagonisti dell’avanguardia russa.

PRATO

Due nuove mostre saranno protagoniste dell’autunno al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Dal 29 settembre fino al 2 dicembre sarà ospitata una retrospettiva sulle opere di Massimo Barzagli. Mentre dal 29 settembre al 3 febbraio una particolarissima mostra con pezzi dall’archivio di Lapo Binazzi dal titolo “Ufo Story”. Gli ufo sono un gruppo storico della architettura radicale, fondato a firenze nel 1967 – operante a vario titolo fino al 1978. Dal 1972 l’attività del gruppo è stata curata personalmente da Lapo Binazzi.

SIENA

A Siena, nella magnifica cattedrale fino al 24 ottobre viene “scoperto” il pavimento a commessi marmorei, “il più bello, grande e magnifico che mai fusse stato fatto”, secondo la nota definizione di Giorgio Vasari. Grazie alla scopertura sarà ora possibile ammirare anche le tarsie nell’esagono sotto la cupola, lo spazio vicino all’altare, i riquadri del transetto per uno spettacolo unico, in cui i visitatori vengono guidati all’interno di un percorso che permetterà anche la visita straordinaria intorno all’abside, con la visione delle tarsie lignee di Fra Giovanni da Verona e gli affreschi di Domenico Beccafumi.
 

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