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La telefonata De Falco-Schettino

Gli attimi concitati della tragedia del Giglio. Gli ordini del capitano di fregata Gregorio De Falco a Schettino nel tentativo di salvare più passeggeri possibile. L’audio della telefonata, postata sul web, ha fatto il giro del mondo

De Falco – Schettino

Tutta la rabbia del capitano di fregata Gregorio De Falco nelle duplice telefonata con Francesco Schettino la notte della tragedia, è riuscita a scioccare il mondo ancora più delle immagini della Concordia semiaffondata nelle acque del Giglio la notte del 13 gennaio di due anni fa. Un dialogo concitato dove per De Falco, l’obiettivo è solo e soltanto uno, salvare gli oltre quattromila passeggeri del colosso  del mare di Costa Crociere. “Salga sulla prua della nave tramite la biscaggina e mi dica cosa si può fare, quante persone ci sono e che bisogno hanno. Ora! – è quanto intimò negli attimi tragici del naufragio al capitano Schettino, utilizzando anche termini molto più esaustivi: quel “Torni a bordo, ca**o!” urlato da De Falco, in preda all’impotenza di non essere sul posto ma con la responsabilità di riuscire a salvare le vite dei passeggeri, è stato riportato nelle prime pagine di tutti i giornali del mondo, quotidiani e tv inglesi, americane, francesi, spagnole, tedesche, ma anche giapponesi. Così come l’audio della telefonata, riproposto da Bbc, la Cnn, The Guardian, New York Times.

E così l’ordine di De Falco diventa ‘Get on board, damn it!’ sui siti americani e inglesi, ” Vuelva al barco, ràpido!” su quelli spagnoli come El Pais e, decisamente più diretta, “remontez à bord, bordel de merde!”, secondo la traduzione scelta dall’agenzia di stampa France presse. E se l’immagine tutta d’un pezzo di De Falco è rimbalzata da un capo all’altro del globo e se sui social network è osannato come eroe, questo non è bastato a a rincuorare il capitano. “La mia vocazione è il soccorso e non sono soddisfatto se non porto tutti a casa. Purtroppo ci sono stati dei morti”. Questa volta, commentò a caldo De Falco, “non siamo riusciti a portare a termine fino in fondo il nostro dovere, quello di salvare tutti”, si rimprovera il capitano. Lo stesso ufficiale, in un’intervista rilasciata poco dopo il naufragio al quotidiano “Il Tirreno” ribadì il fatto che a preoccuparlo, la notte della tragedia,  sono state le affermazioni di Schettino riguardo al guasto elettrico che non coincidevano con l’invito ai passeggeri di indossare i giubbotti di salvataggio.

“Un comandante serio non può far preoccupare inutilmente i suoi passeggeri facendo loro indossare i giubbotti se non è necessario – spiegò De Falco. E  riguardo al tono duro usato con Schettino e alle risposte del comandante della Costa Concordia che aveva parlato di un guasto tecnico, De Falco ribadì: “Non è la prima volta che i comandanti di navi in situazioni di difficoltà tendono a sminuire e ad essere per così dire silenziosi e reticenti”.

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