L'agricoltura toscana fuori dalla crisi: crescono export e occupazione

La fotografia scattata dall'Irpet mostra un settore in netta ripresa che vale 3,2 miliardi di euro e 51mila posti di lavoro

L'agricoltura toscana è fuori dalla crisi: nel 2016 l'agricoltura toscana ha recuperato in buona parte il terreno perduto negli anni precedenti, e registra un valore aggiunto complessivo, tenuto conto anche dell'agroalimentare, di 3,2 miliardi di euro di cui 2 miliardi (pari al 70%) da attribuire alla parte strettamente agricola. E' questa la fotografia scatta dall'Irpet e presentata ieri a Lucca in occasione della conferenza regionale dell'agricoltura e dello sviluppo rurale.

Attualmente il comparto conta 70mila aziende, cui vanno aggiunte 5200 imprese agro-industriali, e la dimensione media aziendale è aumentata, passando da 9 a 10,5 ettari. A livello di export, nel decennio 2006-2016 il settore agricolo ha mostrato un andamento abbastanza costante, con una contrazione forte nel 2013 (-8%) e una ripresa negli anni successivi (+5% nel 2016). Più favorevole l'andamento del settore agroalimentare che ha un valore di 1,8 miliardi di euro e corrisponde al 7% delle esportazioni toscane e al 6% delle esportazioni agroalimentari italiane.

In costante crescita dal 2012 il numero degli occupati in agricoltura, che oggi sono 51mila. In Toscana si sta investendo molto per incentivare il cambiamento generazionale, data l'elevata età mediana degli agricoltori, che all'ultimo censimento risulta di 62 anni. Oltre la metà degli agricoltori ha più di 60 anni, mentre i giovani sotto ai 40 anni ammontano a meno del 10% del totale, tuttavia, si stima che le aziende condotte dai giovani abbiano una produttività maggiore rispetto alle altre di circa il 7%.

"La nostra agricoltura sta uscendo, gradualmente ma stabilmente dal tunnel della crisi - ha commentato l'assessore regionale all'agricoltura, Marco Remaschi - i dati dell'ultimo triennio ci dicono che tornano a crescere stabilmente valore aggiunto, export, occupati. Ma il contesto ambientale e economico non consente di abbassare affatto la guardia: pensiamo alla macro-questione dei cambiamenti climatici, pensiamo, sotto il profilo economico all'estrema instabilità dei mercati".

06/04/2017