'Legati da una cintola': una mostra celebra la reliquia simbolo di Prato

Dal 7 settembre al 14 gennaio 2018 Palazzo Pretorio racconterà la storia di una delle reliquie più misteriose: la cintura consegnata a San Tommaso dalla Madonna al momento dell’Assunzione

La Sacra Cintola, la cintura della Vergine custodita nel Duomo che per secoli è stata il tesoro più prezioso di Prato, sarà al centro della nuova esposizione del Museo di Palazzo PretorioLegati da una cintola - L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città”, organizzata dal Comune di Prato, in collaborazione con la Diocesi di Prato e curata da Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli.

È intorno alla Cintola che si è creata  l'identità spirituale e civica di Prato, la reliquia che la tradizione pratese ritiene legata all’assunzione di Maria al cielo.  L’origine del culto della sacra cintola affonda le sue radici nel XII secolo. La leggenda si basa su un testo apocrifo del V-VI secolo e vuole che la cintura, consegnata a San Tommaso dalla Madonna al momento dell’Assunzione, sia stata portata a Prato verso il 1141 dal mercante pratese Michele Dagomari e da questi donata in punto di morte, nel 1172, al proposto della pieve. La Cintola è una sottile striscia di lana finissima, lunga 87 centimetri, di color verdolino, broccata in filo d'oro con ai capi due cordicelle per legarla.  Fra Due e Trecento la reliquia diventò un vero e proprio simbolo della città motore delle vicende artistiche pratesi.

Pulpito del Duomo di Prato
Pulpito del Duomo di Prato

Perfino l'architettura della città è legata alla presenza della reliquia. Fu infatti per permettere ai tantissimi pellegrini di partecipare all'Ostensione che si pensò l’originale collocazione esterna del pulpito nel Duomo di Prato.  Il pulpito è una creazione unica, realizzato tra il 1428 e il 1438 da Donatello e Michelozzo, non è uno spazio nato per la predicazione, ma è esclusivamente legato all’ostensione. È invece nella cappella del Gaddi, prezioso scrigno all'interno della Cattedrale di Santo Stefano, che si conserva la cintura. Gli affreschi di Agnolo Gaddi e la delicata statua della Madonna con il bambino di Giovanni Pisano che la adorna ne sono il centro e il cuore, il punto di riferimento storico e spirituale. L'Ostensione pubblica della Cintola dal pulpito si ha solo cinque volte durante l’anno: Pasqua, primo maggio, Assunzione di Maria (15 agosto), Natività di Maria (8 settembre) e Natale.

Una delle immagini più prestigiose di tutto il Trecento dedicate all’Assunta e al dono miracoloso della Cintola all’incredulo San Tommaso è la pala di Bernardo Daddi commissionata nel 1337-1338. L’opera nel tempo è stata smembrata e la sua complicata diaspora ha fatto sì che si perdesse la coscienza stessa della sua capitale importanza. La mostra consentirà di tornare ad ammirare nel suo complesso la monumentale macchina dipinta dal Daddi, riunendo i suoi componenti che originariamente comprendevano una doppia predella con la storia del viaggio della cintola e del suo approdo a Prato (questa custodita nel Museo) e la parallela migrazione del corpo di Santo Stefano da Gerusalemme a Roma, perché si riunisse a quello di San Lorenzo (custodita nei Musei Vaticani), e una terminazione con la Madonna assunta che cede la Cintola a San Tommaso (conservata al Metropolitan Museum di New York).

La mostra si apre con una delle prime attestazioni in Occidente della  Madonna assunta che dona la Cintola, con il rilievo eponimo del Maestro di Cabestany, scultore romanico attivo nel Roussillon e in Toscana che lavorò pure a Prato, nei capitelli del chiostro dell’antica prepositura di Santo Stefano (Sezione 1 Da Cabestany a Prato: genesi di un tema). Punto focale della mostra è la ricomposizione della pala dell’Assunta di Bernardo Daddi (Sezione 2 La pala pratese di Bernardo Daddi restituita), insieme ad altre opere del pittore giottesco appartenenti a questa stessa fase (Sezione 3 Bernardo Daddi narratore). Un nucleo scelto di cintole profane del secolo XIV documenteranno la bellezza di questo genere di manufatti (Sezione 4 La Sacra Cintola, le cinte profane e Giovanni da Milano). Seguirà una rassegna esemplificativa delle diverse elaborazioni dell'iconografia che univa la morte della Vergine e la Assunzione nell'arte toscana del Trecento: una carrellata di dipinti, miniature, sculture (Sezione 5 L’Assunta e la Cintola: varianti nel Trecento toscano).  Il percorso espositivo proseguirà presentando la tradizione iconografica dell’Assunta in terra toscana,  dove prevale il tema della Madonna della Cintola col solo San Tommaso (Sezione 6 L’Assunta e la Cintola: la tradizione seguente). Saranno infine esposte tutte le testimonianze documentarie e visive che accompagnarono il culto della Cintola stessa e l'ostensione (Sezione 7 Il culto e l’ostensione della Sacra Cintola a Prato e in Toscana).

Per informazioni:
http://www.palazzopretorio.prato.it/

06/09/2017