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L’Europa in Toscana: il tour sui fondi europei parte da Grosseto

Oggi il presidente della Regione Enrico Rossi ha iniziato il viaggio per raccontare come le risorse europee dal 2013 abbiano aiutato lo sviluppo dei territori

È partito oggi da Grosseto “L’Europa in Toscana”, il viaggio del presidente della Regione Enrico Rossi che toccherà tutte le province per raccontare come i fondi europei hanno aiutato e aiutano lo sviluppo dei territori. 
Dei 44 miliardi di euro di fondi Ue destinati all’Italia per il periodo 2014-2020, alla Toscana va tra Fesr e Fse circa un miliardo e mezzo.

Per quanto riguarda la provincia di Grosseto, per il periodo dal 2007 al 2013 la Regione ha distribuito contributi per oltre 61 milioni di euro grazie al Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Sempre dal 2007 al 2013 il Fondo sociale europeo, che non finanzia infrastrutture ma politiche per le persone, ha portato nel grossetano contributi per 25 milioni in 2787 diversi progetti. Con il Feasr, fondo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, se ne aggiungono altri 110 in provincia di Grosseto, pari a 1777 progetti e 282 milioni di investimenti finanziati.
La programmazione 2014-2020 è ancora in corso: ci sono ancora due anni per concludere il settennato e cinque per spendere le risorse. Grazie al Fondo di sviluppo regionale, nel grossetano sono stati sostenuti 72 progetti per 4 milioni e 845 mila euro di contributi.

Oggi il tour di Rossi ha toccato cinque aziende: cinque progetti che sono stati realizzati grazie ai fondi europei. 
C’è il drone ad esempio che ad Orbetello da poco più di un mese naviga sulla laguna e campiona l’acqua con risultati migliori e un controllo più capillare rispetto a quello che si potrebbe fare con  i dati raccolti dalle centraline fisse. L’ha finanziato la Regione attraverso i fondi europei, assieme ad una chiatta per la pesca sostenibile e un progetto più ampio per lo sviluppo della laguna. Quota Fesr: 2 milioni e 285 mila euro.

Il Caseificio sociale di Manciano, 249 soci e 9 milioni di litri di latte lavorati in un anno, dall’Europa ha ricevuto 700 mila euro (in tre momenti diversi, dal 2010 al 2016) per ristrutturare lo stabilimento dove sono stati investiti complessivamente cinque milioni e 600 mila euro.    

La cantina cooperativa dei “Vignaioli del Morellino di Scansano”, venticinque dipendenti e 160 famiglie socie che imbottigliano tre milioni e mezzo di bottiglie l’anno, ha potuto contare su 752 mila euro dall’Europa e su altri 297 mila di fondi regionali, in tutto 1 milione e 743 mila euro di contributi pubblici su un investimento di oltre 4 milioni e 936 mila euro. Si punta sull’innovazione ma anche recuperando antiche tradizioni, come i vini con il governo ‘all’uso toscano’ che nascono da una seconda fermantazione di uve appassite in speciali celle. 

A Braccagni l’Europa ha permesso ad esempio l’ammodernamento dell’oleificio Ol.ma: via il vecchio tetto in cemento amianto, adesso lo stabilimento produce anche energia grazie ai pannelli fotovoltaici. L’intervento è costato complessivamente 3 milioni e 791 mila euro: i fondi europei hanno coperto 576 mila euro, la Regione altri 228. 
C’è anche chi lavora sul trasferimento tecnologico come Certema, un laboratorio tecnologico multidisciplinare creato nel  2016 da sei imprese con il supporto dell’Università di Pisa e il contributo della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto. Certema è anche partner del progetto Smart, capofila Leonardo Finmeccanica, che riguarda lo sviluppo di uno spettrometro miniaturizzato da imbarcare su minisatelliti per l’osservazione della Terra. Il contributo europeo è di 652 mila euro.

La lista dei progetti finanziati nel grossetano dall’Europa è lunga e potrebbe ulteriormente continuare: ci sono contributi per rendere più efficiente, da un punto di vista dei consumi, l‘Opus Automazione di Follonica, altri soldi per la realizzazione di un impianto di cogenerazione per la produzione simultanea di energia termica ed elettrica all’Hotel Granduca di Grosseto. C’è anche un progetto (Vivimed) per sviluppo un modello di turismo innovativo e sostenibile nell’entroterra mediterraneo ed un altro (Treno) che riguarda appunto il trasporto ferroviario ma a servizio del cicloturismo, con l’obiettivo di favorire l’incremento delle presenze nei periodi di bassa stagione. 

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