Metal detector alla Torre di Pisa Richiesta dal prefetto Visconti

E' il primo effetto dell'attentato di Parigi. Anche se in Toscana il livello di guardia è basso. Intanto continua il progetto del videoclip collettivo per non dimenticare

 

La Toscana innalza le misure di sorveglianza dopo l'attentato di Parigi alla redazione della rivista satirica Charlie Hebdo. Aumenta il controllo delle forze dell'ordine per i luoghi della religiosità cristiana, islamica ed ebraica, le sedi diplomatiche, oltre le redazioni di giornali, radio e tv. L'obiettivo è di mantenere alta la guardia senza alimentare il panico o, peggio, reazioni xenofobe e islamofobiche.

METAL DETECTOR ALLA TORRE DI PISA, LA RICHIESTA - La prima mossa effettiva verso il rafforzamento della sicurezza è scritto su un foglio. E' la richiesta di installare un metal detector all'ingresso della Torre di Pisa. L'ha fatta il prefetto di Pisa, Attilio Visconti, rivolgendosi all'Opera Primaziale, l'ente che ha la competenza sulla Torre pendente.

“Abbiamo chiesto all'Opera Primaziale pisana - ha spiegato il prefetto - di predisporre un piano di fattibilità per installare un metal detector presso gli accessi alla Torre pendente e sono certo che riceveremo una risposta in tempi ragionevoli”.

Ma a Pisa ci sono altri obiettivi sensibili. Il questore Gianfranco Bernabei ne ha fatto un elenco. Sono la sinagoga, l'aeroporto e la base americana di Camp Darby. Tutti saranno vigilati da pattuglie dinamiche. Ci saranno passaggi più frequenti e gli agenti indosseranno giubbotti antiproiettile.

L'INIZIATIVA – Nel frattempo continua il progetto del videoclip, da aggiornare ogni settimana per un anno, per non dimenticare i tragici eventi di Parigi. L'idea è partita da un collettivo di video maker fiorentini che vogliono raccogliere tutti i contributi di chi vorrà partecipare in prima persona a difesa del principio indiscutibile della libertà di espressione.

"La parte iniziale del filmato è già stata realizzata - spiegano gli ideatori - ma abbiamo deciso di non fermarci qui e creare un videoclip che potesse 'durare' un anno intero. Ogni settimana infatti aggiungeremo un contributo-video che riceveremo da parte di chi vorrà dare una proprio sostegno. Questo perchè siamo convinti che il ricordo dei drammatici avvenimenti di Parigi debba essere alimentato e non potevamo per questo ridurre tutto ad un progetto che durasse solo qualche giorno. Fra un anno il nostro lavoro sarà finito e presenteremo un video che sarà il collage di tutti i video che ci saranno inviati".

Si può consultare gli aggiornamenti settimanali del video in tempo reale sulla pagina facebook dedicata al progetto. A breve sarà aperto. Per partecipare è sufficiente fare una ripresa, della durata minima di 6 secondi, in cui le persone devono tenere in mano una penna o una matita.

Il contributo-video dovrà esser inviato all'indirizzo mail: progettocharliehebdo@gmail.com

12/01/2015