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Olio, come leggere l’etichetta: i consigli di Audiconsum

Non lasciarsi abbagliare da immagini evocative sul fronte della bottiglia ma leggere bene la parte sul retro, anche le scritte piccole, per essere consapevoli di cosa acquistiamo

Tra vere e proprie truffe e olive di dubbia provenianza e qualità, come possiamo tutelarci quando andiamo ad acquistare l’extravergine che poi portiamo sulle nostre tavole? Abbiamo chiesto ad Audiconsum, l’associazione di difesa dei consumatori, qualche consiglio per comprare in maniera consapevole l’olio.

Fondamentalmente la regola d’oro è una sola: imparare a leggere l’etichetta, che è una vera carta d’identità dell’olio e per legge deve contenere alcune informazioni essenziali, la più importante è la provenienza delle olive, se sono italiane, europee o extraeuropee. Spesso queste notizie non sono riportate sul fronte della bottiglia ma nell’etichetta sul retro, per questo bisogna leggere tutto con attenzione, non soltanto le scritte sul davanti.

Soprattutto non lasciamoci abbagliare immagini e diciture che possono trasmettere sensazioni di provenienza delle olive che poi non corrispondono alla realtà del contenuto della bottiglia. Ad esempio la Toscana si identifica per caratteristiche come il cipresso o le colline verdi e questo può ingannare il consumatore: non è affatto sicuro che un’immagine tipicamente toscana davanti corrisponda ad un extravergine toscano, meglio verificare sempre nell’etichetta.

Attenzione anche ai dettagli: imbottigliato in Toscana non vuol dire prodotto in Toscana, si tratta di olio che può arrivare da altre parti d’Italia o da paesi non europei ed è stato soltanto confezionato nella nostra regione. Alcune diciture possono ulteriormente trarre in inganno: “prodotto e imbottigliato” significa che è stato sia prodotto che imbottigliato da quell’azienda, “prodotto imbottigliato” invece vuol dire che è stato solo imbottigliato. La differenza non è da poco.

Infine anche il prezzo può essere una spia della qualità: un extravergine 100% toscano o italiano costerà necessariamente di più, considerando i costi della produzione che nel nostro paese sono elevati. “Meglio evitare oli a basso costo. Produrre olio in Toscana costa mediamente dagli 8 ai 10 euro al chilo, per cui trovare olio sotto questi prezzi deve far allarmare il consumatore” sottolinea Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio dell’Olio Toscano Igp che con 11mila olivicoltori associati è la denominazione più grande d’Italia nel settore dell’extravergine.

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