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Olio, l’allarme Coldiretti: sono 4 mln gli olivi abbandonati in Toscana

L’obiettivo è recuperare gli oliveti trascurati per aumentare la produzione di extravergine toscano, che è sempre più richiesto sui mercati internazionali

Sono oltre 4 milioni gli olivi abbandonati e trascurati in Toscana, dal cui recupero si potrebbero generare un fatturato di 30-40 milioni di euro in più di produzione di extravergine. È questa la stima di Coldiretti sul futuro dell’ovicoltura nella nostra regione: un settore importante alle prese con una crescita della domanda internazionale impossibile allo stato attuale da soddisfare e con una diminuzione dell’offerta, causata non solo dal fenomeno dell’abbandono ma anche dagli attacchi della mosca olearia.

“Le priorità sono il recupero degli olivi abbandonati, migliaia di ettari in tutta la regione e una progressiva ed urgente ristrutturazione degli impianti – ha sottolineato Fabrizio Filippi, appena confermato presidente del Consorzio di Tutela per l’Olio Toscano Igp – dobbiamo recuperare e ammodernare quelli esistenti per aumentarne la produttività. La richiesta di olio toscano Igp è in continuo aumento, purtroppo è la produzione che è in calo e questo ci impedisce di rispondere alle sollecitazioni del mercato.”

Gran parte delle richieste di olio toscano Igp arrivano dall’estero, in particolare dall’America, che resta uno dei mercati più importanti insieme a Giappone, Australia e Canada. Nel 2014 le esportazioni di olio toscano hanno subito una fortissima decelerazione rispetto al trend degli ultimi anni stoppando il valore prodotto a poco più di 542 milioni di euro (+0,1%). I dati relativi al 2015 si preannunciano quindi, anche alla luce del crollo della produzione 2014 che in alcune aree è arrivato al 90%, decisamente molto peggiori.

“Contro gli eventi climatici nulla o poco possiamo – conclude Aniello Ascolese, direttore della Coldiretti di Pisa e Livorno – ma possiamo però cercare di valorizzare e sfruttare il patrimonio olivicolo di cui la nostra campagna è ricchissima. Il momento è giusto, grazie alle risorse messe a disposizione delle imprese dalla Regione Toscana attraverso il Piano di Sviluppo Rurale e dai Piani Integrati di Filiera, per affrontare un processo collettivo di ammodernamento e potenziamento del settore”.

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