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Paola Turci in concerto a Firenze: “La femminilità è come il rock’n roll”

Intervista alla cantante italiana che stasera presenta al Teatro Puccini di Firenze il suo sedicesimo album “Io sono”

Paola Turci

Sedici dischi, trent’anni di carriera, cinquant’anni compiuti da poco: questi i numeri di una delle più delicate e appassionate cantanti italiane Paola Turci che torna stasera a calcare le scene fiorentine. In primo piano “Io sono” l’album uscito la scorsa primavera con cui l’artista capitolina tira le somme di una vita spesa per la musica. Il disco contiene dodici canzoni che hanno segnato le tappe principali della carriera di Paola Turci ed è stato realizzato con la collaborazione artistica del produttore Federico Dragogna (Ministri, Le Luci della Centrale Elettrica, Iori’s Eyes). Un disco a cui hanno collaborato anche i due amici e colleghi Francesco Bianconi dei Baustelle e il cantautore Pippo Kaballà, che firmano la title-track.

Ciao Paola! “Io sono” sedicesimo album, tre decenni di carriera, è giunto il momento di fare un bilancio? Avresti mai pensato da giovane che avresti lavorato nella musica tutta la vita?
Sai che quando dici trent’anni non mi fa un grande affetto, ma “tre decenni” mi fanno invece un po’ impressione! (Ride) Ma non me li sento, credo sia normale. Fare la cantante era il mio sogno, il mio desiderio, ma non mi sono mai chiesta o aspettata nulla. Quando ho cominciato dissi a mia madre che volevo provare, quella era la mia vita, e lei mi risposte dandomi una scandenza, mi disse “Hai due anni di tempo, se in questi due anni non hai fatto niente allora farai il lavoro che voglio io”. E’ andata così. La musica è la mia passione scottante, non mi immagino senza. Io anche con le stampelle farò il mio lavoro, ci sono andata con cento punti in faccia sul palco non mi ferma certo la vecchiaia.

E’ da poco uscito per Mondadori il tuo libro “Mi amerò lo stesso” in cui parli proprio dell’incidente del 1993. Un’esperienza terribile che ti ha cambiata ma che sei riuscita a superare, in che modo?
E’ un’esperienza che non è che “si supera”, la si affronta, ci si convive, poi ci si vive bene come fosse sempre stata lì. Non l’ho superata, le cicatrici io le vedo tutti i giorni, sono mie, fanno parte di me, della mia vita, come se ci fossi nata. E’ stata un’esperienza fortissima che mi ha dato tanto, un cammino forte che si è arricchito a ogni occasione. Certo mi ha tolto, ma mi ha dato moltissimo, molto più di quello che mi ha tolto.

Che cos’è per te la femminilità?
E’ come il rock’n roll, uno stato mentale, un’attitudine, un modo di essere, è sentire profondamente il sesso. La femminità comprende tutte le sfaccettature che una donna possiede e che vanno scoperte. Femminilità è classe, io penso l’eleganza, a uno stile raffinato, anche in senso proletario. Non sto parlando di ricchezza materiale, ma di sensazioni interiori che arrivano con una certa pratica di vita, ci nasci ma poi le scopri più avanti.

Al tuo nuovo disco ha lavorato Federico Dragogna, una scintilla tra di voi che è scoccata sul palco
Sì ero andata a vedere il grande Vasco Brondi delle Luci della Centrale Elettrica che suonava in acustico quella sera accompagnato da questo “Dave Grohl” con la chitarra elettrica. Io stavo già lavorando al nuovo disco e mi sono trovata di fronte proprio quello che cercavo. Alla fine del concerto mi sono presentata e gli ho parlato subito del disco. Lui ha chiesto che gli mandassi il materiale e da lì siamo partiti a lavorare insieme.

So che non riuscirai ad essere al Meeting dei Diritti Umani di Firenze anche se volevi partecipare, vorresti però lanciare un messaggio?
Non sarò al meeting ma ci tengo a dire che nel primo pomeriggio andrò nel carcere di Sollicciano per un miniconcerto con il mio amico Enzo Brogi che da tanto tempo collabora col carcere. Con lui siamo stati a Pisa e in Vietnam con l’Ucodep. I temi sono tanti e sono importanti, tutti noi dobbiamo prestare un’attenzione generale verso il prossimo, verso gli altri, anche per quelli che non vediamo. Non devono arrivare a noi solo attraverso i giornali o le notizie di cronaca. Dobbiamo agire, fare qualcosa, tutti insieme, quindi mi auguro che il Meeting fiorentino sia molto popolato e abbia una grossa eco in tutto il paese.

Giovedì 10 dicembre 2015 – ore 21
Teatro Puccini – via delle Cascine, 41 – Firenze
Biglietti: Primo settore 25 euro – secondo settore 18 euro; riduzione 6 euro per i possessori Carta Superflash Banca CR Firenze; Prevendite BoxOffice Toscana www.boxofficetoscana.it (tel. 055 210804) – TicketOne www.ticketone.it (tel. 892 101)
Info tel. 055.667566 – 055.362067 – www.bitconcerti.itwww.teatropuccini.it

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