Pisa: l'università è in cura dimagrante

La novità: arrivano 20 "super-dipartimenti"

Niente più facoltà. Meno dipartimenti. Sarà questo il nuovo volto dell'Università di Pisa, tra le prime in Italia ad approvare una riorganizzazione interna che elimina le attuali undici facoltà e accorpa tra loro diversi dipartimenti (al momento sono 48), passando così da quasi 60 strutture organizzative a venti super-dipartimenti.

La ''rivoluzione'' è stata approvata all'unanimità dal senato accademico. “E' un passo molto significativo - ha spiegato il prorettore vicario di Pisa, Nicoletta De Francesco - in termini di semplificazione della burocrazia interna. Ci sarà dunque maggiore efficienza. I nuovi dipartimenti, a differenza di come avviene attualmente, gestiranno sia la ricerca che la didattica, due aspetti fondamentali della nostra università generalista”. Le novità entreranno in vigore nella prossima primavera.

I nuovi dipartimenti, ognuno dei quali dovrà avere un minimo di 50 docenti (contro i 40 previsti dalla legge Gelmini), potranno essere monodisciplinari o pluridisciplinari. Le venti strutture saranno suddivise in quattro legate al settore culturale delle scienze matematiche e informatiche, fisiche, della terra; quattro delle scienze chimiche, biologiche, agrarie; tre delle scienze mediche e una di veterinaria; tre dell’ingegneria; due dei settori umanistici; tre delle scienze giuridiche, economiche, politiche e sociali.

Per ora le decisioni hanno riguardato il personale docente, ma nei prossimi mesi saranno decisi quali corsi di studio saranno legati ai diversi dipartimenti, la dislocazione del personale tecnico-amministrativo, l’utilizzo degli spazi, l’organizzazione e razionalizzazione di sedi e laboratori.

17/11/2011