Più sicurezza, meno errori medici. A Firenze i ricercatori di 76 paesi

Arriveranno in Toscana in 1.600 per confrontarsi sul problema dell'errore umano negli incidenti. Al via l'International Ergonomics and Human Factors Association

A Firenze, dal 26 agosto al primo settembre, due grandi eventi su ergonomia, fattore umano e sicurezza. Due appuntamenti di grande rilievo per il Servizio sanitario toscano, che vede impegnato nella loro organizzazione il Centro regionale rischio clinico. Si tratta del ventesimo congresso IEA, International Ergonomics and Human Factors Association. E, a seguire, del meeting degli specializzandi sulla sicurezza delle cure, che si terranno entrambi al Palazzo dei Congressi di Firenze. La cerimonia di apertura è prevista per le 16 di domenica 26 agosto nell'auditorium del Palacongressi.

L'appuntamento toscano richiamerà 1.600 ricercatori da 76 Paesi. Affronteranno il problema dell'errore umano negli incidenti, ma si confronteranno anche su come migliorare la performance dell'essere umano al lavoro, della qualità delle cure, della sicurezza nei trasporti. Un evento che, svolgendosi dopo il disastro di Genova, assume ancor più importanza. L'obiettivo, infatti, è di contribuire a far crescere la cultura della sicurezza nel nostro Paese.

In apertura, il 26 agosto, due interventi di Pascale Carayon (University of Madison, una delle maggiori esperte di fattore umano e sicurezza delle cure) e Jeffrey Braithwhite (Macquire University Sidney, tra le menti più lucide sui modelli di sanità da sviluppare per migliorare la qualità dell'assistenza sanitaria).

«La sicurezza del paziente resta un problema molto grosso in tutto il mondo» dice Pascale Carayon. «I fattori umani e l'ergonomia possono contribuire in maniera significativa a delineare e implementare soluzioni sostenibili per migliorare notevolmente i processi di cure complesse e indirizzare i problemi di sicurezza del paziente».

Nel corso di una sessione del congresso IEA, organizzata in collaborazione con WHO, l'Organizzazione mondiale della sanità, verrà presentato un Report sulla salute mondiale, realizzato congiuntamente da WHO, OCSE e Banca Mondiale. Dal Report emerge, tra l'altro, che nei Paesi ad alto reddito, 7 pazienti ospedalizzati su 100 possono aspettarsi di essere colpiti da un'infezione legata alle terapie (nei Paesi in via di sviluppo il dato è di 1 su 10). Circa il 15% della spesa ospedaliera nei Paesi ricchi è usata per correggere complicazioni prevenibili delle cure ed eventi avversi per i pazienti.

Sempre dal Report, nei Paesi ad alto reddito la percentuale delle vaccinazioni contro l'influenza varia dall'1% al 78% (malgrado l'obiettivo del 75% posto per il 2010 dall'assemblea dell'Organizzazione mondiale della sanità del 2003). Globalmente, il costo degli errori medici è di 42 miliardi di dollari l'anno. Il WHO stima che 303.000 madri e 2,7 milioni di neonati muoiano ogni anno, e che molti di più siano colpiti da malattie prevenibili. Inoltre, circa 2,6 milioni di bambini nascono morti ogni anno.

Il congresso si concluderà il 31 agosto, con un meeting internazionale degli specializzandi sulla sicurezza delle cure per le nuove generazioni di medici. Parteciperanno 300 specializzandi da 30 paesi. «È affidato a loro quel salto di qualità e sicurezza nell'assistenza sanitaria, più volte auspicato, ma ancora lento nel suo sviluppo, come testimoniato dal recenti report OECD, OMS, Banca mondiale» spiega Riccardo Tartaglia, responsabile GRC della Regione Toscana e organizzatore dell'evento assieme a Sara Albolino. Al meeting, realizzato dal centro regionale GRC, che è WHO collaborating centre, interverranno i vertici WHO Walter Ricciardi, Liam Donaldson, Sue Sheridan e Peter Lachma, CEO della International Society for Quality in Health Care.

Info
www.iea2018.org

23/08/2018