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Premio Viareggio alla corruzione anni 80 di Nicola Lagioia

"Riportando tutto a casa" (Einaudi) è la drammatica storia di formazione di tre ragazzi di Bari

nicola lagioia

È andato al giovane scrittore Nicola Lagioia, classe 1973, il Premio Viareggio Repaci, sezione narrativa, che ha convinto la giuria con il suo “Riportando tutto a casa” (Einaudi).
Titolo significativo per questo romanzo di formazione – ma sarebbe meglio dire di corruzione – che ruota intorno alla crescita di tre ragazzini, in una inedita Bari degli anni Ottanta. Tra la scoperta della droga, i soldi troppo facili e la mancanza di moralità, l’apprendistato adolescenziale si rivela subito una discesa a rotta di collo. Nel mezzo il muro inossidabile con la generazione precedente, che non si dimostra certo un esempio da seguire.

“Riportando tutto a casa vuole indicare il riappropriarsi di qualcosa che è emotivamente informe e metterlo nella forma di un romanzo, finalmente raccontabile – spiega La gioia – per quelli della mia generazione si tratta di riappropriarsi di un trauma senza evento. Noi non abbiamo avuto una data cruciale da cui far discendere il resto. Ma questo non significa che, da qualche parte negli anni Ottanta, non ci sia stato un evento catastrofico per il sentire comune.”
Lagioia, nato a Bari, ha già pubblicato due romanzi: “Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj” (Minimum Fax) e “Occidente per principianti” (Einaudi).

La giuria della 31° edizione del premio letterario – presieduta da Rosanna Bettarini – ha scelto per la sezione poesia Pierluigi Cappello con il suo “Mandate a dire all’imperatore” (Crocetti). Per la saggistica premiato il professore di matematica dell’università La Sapienza di Roma Michele Emmer con “Bolle di sapone. Tra arte e matematica” (Bollati Boringhieri).
A Fernardo Bandini, in concorso con “Quattordici poesie” (L’Obliquo) è andato il premio del Presidente.

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