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Rc Auto e i tartassati, Firenze è virtuosa

L’aliquota aggiuntiva compete alle province, la maggior parte l’hanno portata al massimo consentito

auto blu

Rc Auto quanto mi costi! E meno male che il settore da alcuni anni è uno dei più floridi di concorrenza, grazie anche anche alla possibilità di assicurarsi on line e di confrontare prezzi e servizi attraverso la rete in tempo reale. Intanto l’assicurazione dell’autovettura non si sottrae al destino di tutti i beni del popolo più tartassato d’Europa: anche per la presenza dell’ormai tradizionale "aliquota aggiuntiva". Insomma lo stato centrale taglia i trasferimenti, anche se non riduce le tasse per i cittadini, poi "dona" alle amministrazioni locali, comuni, province e regioni, la possibilità di manovra sulle aliquote. Il cittadino paga di più, ma almeno può dare la colpa agli enti locali oltreché allo stato centrale.

E’ IL CASO DELL’RC AUTO: per la quale lo stato dà alle province la facoltà di agire sull’aliquota base del 12,5% diminuendola o aumentandola del 3,5%. Una bella differenza come si vede prendendo il caso di un premio assicurativo netto di 1.000 euro che con l’aliquota base aumenta di 125 euro, con l’aliquota maggiorata al massimo possibile aumenta di 160 euro quando una provincia virtuosa potrebbe far scendere il balzello fino a 90 euro, insomma una bella differenza. Differenza che va valutata anche in base al costo complessivo della polizza, in Italia c’è ancora una disparità notevole tra le polizze stipulate al Sud rispetto a quelle del Nord e centro Italia, Questo nonostante le statistiche parlino ormai chiaro, con un "tasso di incidenti" ormai inferiore nel Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia. Eppure assicurare la stessa auto al sud o al nord è diverso quanto sborsare oltre 1.400 euro o pagarne meno di 1.000 (fonte sito di comparazione prezzi supermoney.it)

LE PROVINCE VIRTUOSE: Poche, pochissime, quasi nessuna. Le province che hanno portato al massimo consentito l’aliquota sono ben 77 su 110. L’aliquota ha raggiunto il massimo in alcune delle grandi città del Centro-Nord come Milano, Torino, Genova e Bologna, ma anche al Sud dove al 16% si paga a Bari, Lecce, Palermo e Napoli. Virtuose invece le province di Roma, dove l’aliquota è ferma alla soglia del 12,5%, e soprattutto Firenze dove è addirittura scesa fino all’11%. Ma la palma d’oro della virtù spetta ad Aosta dove l’aliquota è stata abbassata fino al minimo consentito: 9%. E le province di Trento e Bolzano dove la diminuzione è stata del 3% rispetto al 3,5% consentito, portando così l’aliquota al 9,5%.

I TARTASSATI: La voce Rc auto si aggiunge ormai alle tantissime che hanno portato oltre i limiti di sopportabilità la pressione fiscale in Italia, per l’auto il costo medio negli ultimi dieci anni, secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori, è praticamente raddoppiato. Negli ultimi due anni, quelli della crisi mordente, si calcola che l’aumento si aggiri attorno ad un impressionante 30%. In più le tasse che, aliquote a parte, il cittadino finisce sempre per pagare coi rincari, anche perché c’è il vecchio trucco della mano e di quella sinistra, la provincia infatti magari ti abbassa l’aliquota, poi però aumenta le imposte e i balzelli per le iscrizioni e le annotazioni al Pubblico registro automobilistico. E come diceva Totò "e io pago".

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