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Restauro “puzzle” per la Madonna del Sansovino

Tre anni di lavoro dell’Opificio per l’opera deformata da interventi precedenti

Smontata in oltre 20 pezzi, quindi rimontata come un puzzle. Così i tecnici dell’Opificio delle pietre dure di Firenze hanno restaurato la Madonna con Bambino di Jacopo Sansovino, terracotta (85x122x15 cm) realizzata nel 1570 dall’artista, rovinata nel corso del tempo da una serie di pesanti interventi che ne avevano progressivamente alterato forma e colore ed indebolito la struttura. L’opera, come è stato spiegato stamani all’Opificio, era, in tutta probabilità originariamente monocolore: dopo essersi spezzata in più punti, era stata riassemblata in modo arbitrario e fissata al supporto ligneo che ne costituiva la base perforandone la forma con numerosi chiodi e viti, e quindi ricoperta con una patina di stucco colorato per occultare i buchi sulla superficie.
A scoprire le reali condizioni dell’opera, che fa parte della collezione dei Musei civici di Vicenza, la Sovrintendenza ai beni storici, artistici ed etnoantropologici di Verona, Rovigo e Vicenza, dopo aver sottoposto la Madonna ad accurate indagini diagnostiche, tra le quali anche alcune radiografie, ed una Tac curata dagli esperti dell’ateneo di Bologna. Vista la complessità degli interventi necessari, i Musei si sono rivolti all’Opificio fiorentino, che ha sottoposto la Madonna ad una complessa operazione di restauro, durata circa tre anni e costata complessivamente 25.000 euro: nel suo ambito, sono stati tolti i chiodi, riassemblati e ricomposti come un puzzle i frammenti dell’opera in modo da restituirle fedelmente le forme date dal Sansovino, e ripristinato il colore originale della terracotta. Inoltre il supporto ligneo, non più utilizzabile, è stato sostituito con una base superleggera in fibra di carbonio.
"Quando ci è stata affidata la Madonna, questa pesava circa 120 kg – ha rivelato la sovrintendente dell’Opificio Isabella Lapi Ballerini – al termine delle operazioni, dopo aver tolto tutti i chiodi e cambiato il supporto, ne pesava appena 50".
Il restauro, diretto da Laura Speranza con la collaborazione di Chiara Rigoni della Sovrintendenza delle Province di Verona, Rovigo e Vicenza, è stato sostenuto, attraverso Arpai (l’associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano) da un contributo di Paolo Marzotto: era stato suo padre, il conte Gaetano Marzotto, ad aver donato, nel 1967, la Madonna con Bambino ai Musei civici di Vicenza. I dettagli dell’intervento sulla Madonna saranno, è stato annunciato, illustrati al pubblico dagli stessi tecnici dell’Opificio nell’ambito di "Effetto Restauro", serie di visite guidate che si terranno dal 12 al 17 novembre. All’incontro di stamani, oltre a Lapi, Speranza e Marzotto, ha preso parte, tra gli altri, anche la direttrice dei Musei civici di Vicenza Maria Elisa Avagnina.

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