Sicurezza nelle cave di marmo: un protocollo contro le morti bianche

di Ilaria Giannini

Regione, Procure e Forestale insieme per aumentare la sicurezza dei lavoratori ma anche promuovere la sostenibilità ambientale e la difesa del territorio

Dare una svolta sulla sicurezza sul lavoro nelle cave di marmo di Massa Carrara e della Lucchesia: è questo l'obiettivo dell'accordo firmato oggi tra la Regione Toscana, le Procure generali di Firenze, Genova, Massa e Lucca e dal Comando dei Carabinieri Forestale Toscana, che mette in piedi una strategia collettiva per ridurre gli incidenti e le morti bianche, che purtroppo tragicamente tornano a ripetersi tra gli impiegati in questo settore.

Saranno aumentati i controlli nelle cave e nelle aziende del lapideo - oltre 800 quelli previsti nel 2017 - inoltre grazie alla collaborazione con l'Arpat saranno effettuate verifiche sull'impatto ambientale, lo smaltimento dei rifiuti di estrazione - la cosiddetta marmettola, il fango bianco prodotto durante il taglio del marmo - e sarà verificato anche l'impatto sull'assetto idraulico del territorio.
Una sinergia tra Procure, Asl, Arpat e forze dell'ordine per rendere il settore estrattivo sempre più sicuro per i lavoratori e sostenibile per l'ambiente.

"Siamo a una svolta - ha sottolineato il presidente della Regione, Enrico Rossi, firmando il protocollo di oggi - il nostro obiettivo riuscire a far rispettare tutti questi punti aumentando anche l'occupazione, magari regolando meglio la quantità di marmo estratta che influisce anche sul prezzo e riutilizzando gli scarti, anche il rispetto ambientale può portare a creare nuovi posti di lavoro."

Il nuovo accordo infatti, otlre alle azioni di verifica e alle ispezioni, punta a promuovere anche l'innovazione, con incentivi per le imprese che introducano teniche di lavorazione capaci di ridurre gli scarti prodotti e anche di riutilizzarli.

 

30/01/2017