Ambiente/

Siglato accordo per Santa Fiora

Programma per la tutela della falda acquifera

E’ stato siglato oggi in Regione l’accordo di programma per la tutela della falda acquifera sul territorio comunale di Santa Fiora. A firmare l’intesa l’assessore regionale al servizio idrico integrato, il sindaco del Comune di Santa Fiora, l’assessore provinciale grossetano al coordinamento dei servizi ai Comuni e il presidente dell’Ato 6 Ombrone. L’accordo prevede interventi per complessivi 1.175.000 euro – di cui un milione garantito dalla Regione, 160.000 dall’ATO con proventi derivanti dalla tariffa e 15.000 euro dal Comune, mediante l’impiego di proprio personale – volti a ridurre il rischio di contaminazione da inquinanti delle sorgenti Galleria alta e Galleria bassa, che rappresentano due tra le captazioni più strategiche per l’uso idropotabile dell’acquifero del Monte Amiata.
La Regione Toscana, si spiega in una nota, ha deciso di finanziare l’accordo soprattutto per tutelare la risorsa idrica amiatina. Saranno realizzati studi propedeutici all’individuazione dell’area di salvaguardia delle sorgenti e interventi di messa in sicurezza della risorsa idrica sotterranea attraverso la realizzazione di sistemi di allontanamento di eventuali inquinanti sversati nei tratti stradali a rischio, la sostituzione delle fognature, il rifacimento della rete idrica, e soprattutto le operazioni di bonifica e inertizzazione dei serbatoi di gasolio attualmente presenti nel centro storico di Santa Fiora. I serbatoi verranno dismessi grazie all’infrastruttura di teleriscaldamento che sarà realizzata contestualmente agli altri interventi. Quelli previsti nell’accordo rientrano in un quadro generale che ha visto il Comune impegnato nella realizzazione di un impianto di teleriscaldamento in grado di alimentare con acqua calda alcuni degli edifici di Santa Fiora, permettendo nel contempo il graduale abbandono delle fonti di combustibile convenzionale per riscaldamento e i relativi siti di stoccaggio (cioé le cisterne interrate) che costituiscono una fonte di rischio di inquinamento per la falda sotterranea. L’impianto di teleriscaldamento di Santa Fiora si approvvigiona di vapore geotermico dalla centrale di Bagnore 3.

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