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Sono toscani i “piatti” usati anche dai Rolling Stones

Intervista a Luigi Tronci Presidente dell’Ufip

Luigi Tronci di Nicolò Begliomini - © Nicolò Begliomini

Forse non tutti sanno che i piatti per batteria  usati da band e musicisti di fama mondiale vengono realizzati in una piccola azienda di artigiani nel pistoiese. Si tratta dell’Ufip leader dal 1931 nella produzione di piatti musicali e strumenti a percussione che tramanda di generazione in generazione una sapienza artigianale secolare.

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Oggi l’Ufip grazie alla sapienza di dodici artigiani guidati da Luigi Tronci e Alberto Biasei è la massima espressione della genialità della manualità toscana, quella cura amorevole e maniacale del prodotto che trasforma rame e stagno in un prodotto che viene richiesto in cinque continenti.

L’Ufip ha una storia antica, il racconto parte dalla seconda metà dell’Ottocento quando a Pistoia esistevano diverse ditte a conduzione familiare che realizzavano organi da chiesa usati anche da Puccini, Verdi e Mascagni. All’inizio del Novecento in questa zona i costruttori di organi a canne forti della loro esperienza nella fusione dei metalli, cominciarono a dedicarsi nella realizzazione di piatti musicali. Nel giro di pochi anni nacquero ben quattro ditte di questo tipo che nel 1931 si riunirono nella “Unione fabbricanti italiani di piatti musicali e tam tam” formata dalle aziende: Tronci, Leopoldo Rosati, Marradi e Benti, Zanchi e Piasei.

Io sono nato nel 35, racconta Luigi Tronci, mi ricordo che a causa della guerra l’azienda era stata distrutta completamente, mi ricordo che una volta ricostruita i primi ordini arrivarono dopo 3 anni nel ’46. L’Ufip era una delle poche ditte in piedi che riusciva a svolgere un po’ di lavoro, in via cammelli arrivavano i cavalli con le pigne per accendere i forni. L’ottone non si trovava in giro, era materiale strategico riservato alal guerra. Si riusciva a trovare un po’ di metallo per produrre recuperando i bossoli dei proiettili e andando a cercare al mercato nero”.

La grande svolta e il boom negli strumenti a percussione avvenne nel biennio ’60-’70. “Woodstock fu uno spartiacque”, racconta il Presidente Tronci, “ci fu una grandissima evoluzione musicale. Scattò un meccanismo per cui con le contaminazioni e gli scambi culturali, nacquero generi musicali diversi ai quali servivano linee di piatti diversificate. In quegli anni i nostri artigiani hanno lavorato a stretto contatto con i musicisti. Tutti i percussionisti e batteristi più importanti sono passati da qui: Carlo Sola, Franco Tonani, Gianni Cazzola, Tullio De Piscopo, Lelio Luttazzi, Andrea Centazzo, Carosone, Pezzotta ma più recentemente anche Riccardo Cocciante, Branduardi. Il batterista di Branduardi Andy Surdi venne da noi negli anni ’80 a cercare delle sonorità arabe. Cocciante per il musical “Notre Dame de Paris” ci chiese delle campane più leggere per poterle trasportare agilmente sul palco. Il batterista dei Rolling Stones Charlie Watts suona solo con i piatti Ufip. In Italia siamo stati per anni esclusivi per Stefano Dorazio dei Pooh. Abbiamo fornito i concerti di Jovannotti, Ligabue, Zucchero, Ruggeri, Barbara Casini, Edoardo Bennato, Roberto Gatto. Al concerto del Primo Maggio a Roma si usano piatti Ufip, il Mokke’s ha in dotazione i nostri materiali (il più importante centro di noleggio strumenti in italia)”.

“Io sono una patito del jazz, delle big band a ma piace la musica con la “M” maiuscola non la musica pop. Per esempio un concerto della Pausini non ce la farei ad ascoltarlo fino alla fine. Io amo Daniele Di Gregorio il percussionista di Paolo Conte, al punto che carico la sveglia di notte per ascoltarlo”.

“Non siamo una grande azienda, contiamo quattro persone alla dirigenza, due titolari io e Piasei, dodici persone in fabbrica e due alle spedizioni. Realizziamo circa 25 mila pezzi l’anno in tutto il mondo. Adesso il mercato è in crisi, l’Italia è completamente ferma, i negozianti non fanno più magazino. Noi ci salviamo solo col mercato estero, l’Inghilterra quello più forte, poi Germania, Francia e Stati Uniti. Per anni abbiamo rifornito le quattro più importanti aziende di batteria nel mondo: la Premier  inglese, la tedesca Sonor, la Gretsch americana, e la Slingerland. Oggi ci sono anche le giapponesi come la Yamaha, la Suzuki o la Tama che però si occupano anche di altro come motoscafi o motociclette.

L’evoluzione musicale apre nuovi panorami musicali all’Ufip che deve fare i conti con l’arrivo dell’elettronica e quindi l’amplificazione, la distorsione, i microfoni. Nuove possibilità tecnologiche che modificano il suono.

“Noi siamo l’unica fabbrica in Italia, dice Tronci, di percussioni acustiche. I nostri piatti vengono realizzati a mano come fanno ancora solo a Bali o in Cina per gli strumenti orientali. Sono oggetti artigianali costruiti con determinati criteri, non sono come i piatti industriali che suonano tutti allo stesso modo, l’artigianato crea un suono diverso. Oggi su 100 piatti che si vendono 70 sono industriali e 30 artigianali. E’ la crisi che genera la tendenza a comprare piatti che hanno meno valore”.

A Pistoia grazie al lavoro di Luigi Tronci un intero patrimonio di esperienza, storia e cultura è confluito un paio di anni fa in un museo della musica unico nel suo genere: si tratta della Fondazione Luigi Tronci Onlus, che ha trovato spazio nel centro storico di Pistoia, all’interno dei locali del Conservatorio di San Giovanni Battista.Il percorso museale comprende una vasta collezione di strumenti musicali tra campane, piatti, gongs e tam tam provenienti da tutto il mondo e da ogni epoca: qui viene, infatti, ricostruita la storia di questi oggetti e dei materiali con cui sono costruiti. La Fondazione è molto più di un museo, vanta, infatti, l’attività di un centro didattico, che organizza periodicamente percorsi guidati, visite e progetti speciali per gli studenti delle scuole, avvalendosi di docenti ed esperti del settore. Nata soltanto nel 2009, la Fondazione Tronci promette di confermarsi, sempre più, come reale punto di riferimento per appassionati della musica e professionisti. (Fondazione Luigi Tronci Onlus Corso Gramsci, 37 – 51100 Pistoia Tel. 0573 994350 – info@fondazioneluigitronci.org, www.fondazioneluigitronci.org)

La foto di Luigi Tronci è di Nicolò Begliomini, fonte: http://www.naturartpistoia.it/

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