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Stop a città contro campagna

Una proposta di legge regionale sposta la pianificazione urbanistica a livello sovracomunale

piana fiorentina peretola

Stop alle città che mangiano le campagne. Sarà che i disastri ambientali causati dall’impazzimento del clima cominciano a mettere davvero paura. E la Toscana devastata almeno una volta all’anno è sotto gli occhi di tutti. Fatto sta che ora la Regione vuol fare ordine, tra le prime in Italia, nel governo del suo territorio distinguendo le aree urbanizzate da quelle rurali. Due mesi fa la giunta presieduta da Enrico Rossi ha presentato al parlamentino di Palazzo Panciatichi la proposta di legge 282/2013.

Sono decenni che i 287 comuni toscani approvano 287 piani urbanistici – un’enormità – che danno in pasto il territorio a distese di case e fabbriche in cambio del pagamento degli oneri di urbanizzazione. Una piaga – così l’ha definita Gianfranco Cartei dell’Università di Firenze – che la proposta di legge intende bloccare.

Come? La 282 indica almeno tre punti salienti. Primo. La pianificazione urbanistica passa a livello sovracomunale. Si serve della conferenza di co-pianificazione e del piano strutturale intercomunale che rispondono con il riuso e la rigenerazione delle aree urbane abbandonate o riconvertibili alla richiesta di nuovo impegno di suolo. Secondo. Le regole per la presentazione delle richieste edilizie diventano uguali per tutti i comuni toscani. I funzionari pubblici dell’urbanistica hanno l’obbligo di attestare il rispetto della legge. Le decisioni della conferenza paritetica interistituzionale, unico strumento per dirimire i conflitti, acquistano un potere effettivo. Terzo. I tempi di pianificazione territoriale dei Comuni devono scendere a due anni. I 6 anni attuali non sono più tollerati. Laddove vi sia un doppio procedimento, ai fini VAS e della nuova legge, la duplicazione delle procedure viene bloccata. Ora il boccino è in mano al Consiglio regionale.

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