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Strage di Viareggio: condannati gli allora vertici delle ferrovie

Il tribunale di Lucca ha pronunciato le sentenze di condanna per la strage di Viareggio, 7 anni per l’allora Ad di Ferrovie Mauro Moretti, 7 anni e 6 mesi per l’ex Ad di Rfi Michele Mario Elia

Strage di Viareggio sentenza al tribunale di Lucca

Per il tribunale di Lucca Trenitalia è colpevole per la strage di Viareggio, condannati gli allora vertici di Ferrovie, sia nella persona di Mauro Moretti (7 anni per l’ex Ad di Ferrovie) che in quella di Michele Mario Elia (7 anni e sei mesi che per l’ex Ad di Rfi). La sentenza pronunciata oggi è quella di primo grado, l’accusa aveva chiesto per loro il massimo della pena prevista per i reati contestati: 16 anni.

Più nel dettaglio Mauro Moretti è stato assolto – spiegano i suoi avvocati – in qualità di allora Ad Ferrovie dello Stato, ma i giudici hanno disposto la sua condanna come ex amministratore delegato di Rfi. Tra le società ‘imputate’ assolti anche Ferrovie dello Stato e Fs Logistica, mentre vengono condannate Rfi e Trenitalia.

Al momento nessun commento ufficiale da parte di Daniela Rombi e Marco Piagentini, responsabili dell’Associazione ‘Il Mondo che Vorrei’, che riunisce i familiari delle 32 vittime. Quest’ultima dopo la lettura della sentenza, durante la quale si è dovuta sedere, ha alzato il manifesto con la foto della figlia nella stanza di rianimazione, “è stata una lettura troppo veloce”, hanno detto, annunciando che stasera si riuniranno con i loro legali e solo domani alle 11 parleranno con i giornalisti in una conferenza stampa.

Su diversi capi d’accusa grava lo spettro della prescrizione, evitato (per un soffio) per quanto riguarda questo primo grado di giudizio, per il quale i termini sono stati rispettati, esiste la concreta possibilità che nei successivi passaggi processuali scatti invece per reati come incendio colposo e lesioni colpose. Per tentare di sfatare questa eventualità i familiari delle vittime chiedono da tempo un intervento normativo che consenta di considerare nel prosieguo del processo tutti i capi d’accusa.

Le condanne più pesanti sono state inflitte ai responsabili della Gatx Rail, la società che aveva affittato i carri cisterna a Fs. Nove anni e sei mesi, infatti, la pena inflitta a Rainer Kogelheide (amministratore di Gatx Rail Germania) e a Peter Linowski (responsabile sistemi di manutenzione della stessa azienda). Nove anni per Johannes Mansbarth (amministratore delegato di Gatx Rail Austria), e per Uwe Konnecke (responsabile delle Officine Jungenthal di Hannover). Otto anni per Andreas Schroter delle Officine Jungenthal, così come per Helmut Brodel e Uwe Kriebel, anche loro della Jungenthal – l’officina in cui se il treno deragliato fosse stato esaminato correttamente sarebbe stato possibile trovare la “cricca” nell’assile, ossia il danno che ne ha in seguito causato la rottura e il conseguente deragliamento.

Completando il quadro delle condanne: sette anni e sei mesi per Vincenzo Soprano (ex ad di Trenitalia); sette anni per Mario Castaldo (direttore della Divisione Cargo Fs); sei anni e sei mesi per Daniele Gobbi Frattini e Paolo Pizzadini di Cima Riparazioni, così come per Giulio Margarita ed Emilio Maestrini, il primo di Rfi, il secondo di Trenitalia. Sei anni, infine, per Giovanni Costa (ex Rfi), Giorgio Di Marco (ex Rfi), Salvatore Andronico (Trenitalia), Enzo Marzilli (Rfi), Francesco Favo (Rfi) e Alvaro Fumi (Rfi). I giudici hanno poi sancito la responsabilità delle società Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania, Officina Jungenthal e Trenitalia.
Tra le parti civili provvisionali che vanno da 30 mila euro ad un milione di euro a tutti i familiari che si erano costituiti parte civile ma anche alla Regione Toscana, al Comune e alla Provincia di Lucca. Gli imputati sono stati condannati a risarcire anche le associazioni e i sindacati che si erano costituiti parte civile (da 10 a 50 mila euro). Per quanto riguarda la Regione e il Comune di Lucca, la cifra verrà liquidata in un giudizio separato, mentre alla Provincia di Lucca è stata assegnata una provvisionale di 150 mila euro.

I giudici hanno inoltre assolto 8 dei 33 imputati per non aver commesso il fatto, si tratta di Andreas Barth e Andreas Carlsson dell’Officina Jungenthal di Hannover; di Joachim Lehmann, supervisore esterno della Jungenthal; di Massimo Vighini e Calogero Di Venuta, responsabile della Direzione compartimentale di Firenze Movimento Infrastrutture; di Giuseppe Farneti, sindaco revisore di Fs prima e poi di Italferr; di Gilberto Galloni, Ad di Fs Logistica; di Angelo Pezzati, predecessore di Di Venuta, Stefano Rossi e Mario Testa. Assolto anche Moretti dai reati a lui imputati come Ad di Ferrovie e Vincenzo Soprano, limitatamente ai reati contestatigli come ex dirigente di Fs. Escluse inoltre le responsabilità di illecito amministrativo di Ferrovie dello Stato Spa, di Fs Logistica, di Cima Riparazione.

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Dopo sette anni e mezzo è arrivato il giorno della sentenza di primo grado per la strage ferroviaria di Viareggio. Il disastro del 29 giugno 2009, costato la vita a 32 persone che riposavano nelle loro case o che avevano la colpa di percorrere in quel momento via Ponchielli, la stradina alle spalle della stazione di Viareggio, fu causato dal deragliamento di un convoglio che trasportava 14 cisterne di Gpl, una delle quali si lacerò liberando la nube mortale. Durante un lunghissimo processo in questi anni si è cercato di stabilire cause e responsabilità dell’incidente. Tra gli imputati (33 tra persone giuridiche e fisiche) sono presenti tutte le figure al momento dei fatti ai vertici delle ferrovie, a partire da Mauro Moretti. Moretti che, così come molti altri degli imputati, non è oggi presente nelle aule del Polo fieristico alle porte di Lucca, dove si è svolto in questi anni un dibattimento troppo grande per le anguste aule del tribunale cittadino. Al contrario degli imputati erano come detto invece presenti tra il pubblico i familiari delle vittime che, come in tutte le altre udienze (129 quelle del dibattimenti, che arrivano a 145 con le udienze del gip), hanno lasciato vuote 32 sedie in prima fila dove sono state sistemate le magliette bianche con le foto dei defunti.

È importante che non sia andato tutto in prescrizione – commenta il governatore della Toscana Enrico Rossi – e credo che questa sentenza corrisponda a un bisogno anche di giustizia, rivendicato con molta forza e fermezza da parte delle famiglie delle vittime e dall’intera città di Viareggio. Noi come Regione eravamo parte civile in questo processo, quindi, ci siamo comportati come abbiamo dovuto fare, e come era giusto fare. Chi ha sbagliato è giusto che paghi, ed è giusto che ci siano responsabilità”. Quanto avvenuto il 29 giugno 2009, ha aggiunto Rossi, è “una vera tragedia che sarà ricordata anche nel tempo, e nessuno credo davvero possa sanare la ferita che quell’episodio drammatico portò alla città. E per quanto questa sentenza risponda alla necessità di giustizia, nessuno potrà confortare fino in fondo o ripagare le persone che sono state così profondamente ferite. Ecco perché io dico che insieme alla giustizia penale è importante che si continui a chiedere maggiore prevenzione”.

Presente in aula, in attesa che i giudici Nadia Genovesi e Valeria Marino escano dalla camera di consiglio, anche il consigliere regionale della Toscana Stefano Baccelli, che ha affermato come la Regionenon potesse non essere qui, essendo insieme alla Provincia di Lucca, i soli enti che si sono costituiti parte civile, senza accettare i risarcimenti proposti, come fece all’epoca anche il governo nazionale”. Baccelli, che il 29 giugno 2009 era presidente della Provincia di Lucca, ha voluto ricordare un episodio del processo che lo riguarda direttamente: “Quando venni sentito dai giudici, uno degli avvocati di Mauro Moretti, l’ex ad di Ferrovie, mi contestò in malo modo l’utilizzo della parola strage. Mi riprese ma credo non si possa certo parlare di un insieme di morti, anche se è chiaro che non fu un attentato e infatti per gli imputati l’accusa è omicidio colposo”.

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