Tumori: dal Sant'Anna il dispositivo fotonico per la diagnosi veloce

Il prototipo sarà capace di diagnosticare la presenza o meno di patologie come cancro, malattie autoimmuni o infettive come la borelliosi di Lyme in soli dieci minuti

Realizzare un prototipo che potrebbe diventare il primo dispositivo medico portatile basato su tecnologie fotoniche prodotto in Europa e, in assoluto, il primo dispositivo portatile per la diagnosi di citochine (proteine di piccole dimensioni che danno informazioni alla cellula) senza marcatori. È questo l'obiettivo del progetto della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, frutto di una cooperazione europea guidata dall'Istituto Fraunhofer di Berlino e coordinato in Toscana da due studiosi della Sant'Anna, Antonella Bogoni e Stefano Tirelli.

Grazie al finanziamento della Regione Toscana il progetto punta a realizzare un dispositivo medico optofluidico, ovvero comprendente sia guide d'onda che trasportano la luce che canali microscopici per trasportare i liquidi da analizzare, dall'utilizzo pratico e veloce, in grado di effettuare un'analisi affidabile e rapida che, in 10 minuti, rilevi la quantità di citochine presenti nei campioni di fluido biologico del paziente, grazie a un microsistema che non necessita di marcatori chimici.

Si tratta di un dispositivo leggero e portatile, con un costo estremamente contenuto, realizzato con tecnologie fotoniche che consentirà di effettuare una diagnosi veloce e capillare di patologie collegate alle citochine, quali tumori, malattie autoimmuni o infettive come la borelliosi di Lyme, riducendo i rischi per il paziente e i costi sanitari associati alle complicazioni derivanti da una diagnosi tardiva.

18/12/2018