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Uber a BTO, tra novità e proteste dei tassisti: serve una legge aggiornata

La App pioniera della sharing economy nei trasporti ha parlato anche delle novità per l’Italia, come la Linea U a Roma per il Giubileo

Dopo le proteste dei tassisti fiorentini, che oggi hanno improvvisato anche un flash mob davanti alla Fortezza da Basso, è il tema caldo del giorno: Uber, il servizio di trasporti che mette in collegamento diretto i passeggeri con gli autisti tramite una App, ha presentato oggi le sue novità a BTO e di sicuro non ha intenzione di arrendersi sul mercato italiano.

Uber, che oggi conta 2 milioni di corse al giorno in 36 paesi e vale 50 miliardi di dollari, ha dovuto fare marcia indietro nel nostro paese dopo la sentenza del Tribunale di Milano dei mesi scorsi che ha bloccato il servizio Uber Pop, che permetteva ai privati di registrarsi come autisti e trasportare con le loro macchine clienti paganti. “Il quadro normativo italiano è molto obsoleto e confuso, che ha molteplici sfaccettature e interpretazioni – sottolinea Tomaso Rodriguez di Uber Italia – quello che chiediamo è sempre stata una maggior chiarezza e l’eliminazione di alcune norme che non sono più al passo coi tempi, visto che la legge attuale è del 1992, scritta in un’epoca in cui non esistevano i computer e gli smartphone, e va aggiornata per le esigenze moderne”.

Adesso Uber è attivo solo in tre città italiane, Roma, Milano e Firenze, con il servizio Black che propone noleggio di auto di lusso con conducente, ma per il Giubileo pensa di lanciare nella capitale una “linea U” che sia la metropolitana che i romani hanno sempre sognato: otto fermate che saranno le più votate dagli utenti, in cui ci si potrà spostare prenotando e pagando sulla App non tutta la macchina ma il singolo posto.

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