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Vetrina Toscana, il futuro della ristorazione è online

Presentata a BTO la ricerca sulla ristorazione commissionata da Confcommercio Toscana e realizzata da Centro Studi Turistici

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Per molti ristoratori il social eating è pura pirateria, un po’ come lo è Uber per i tassisti e Airbnb per i gestori degli hotel. Eppure, sono tutti aspetti emergenti, anzi inarrestabili, di quella che chiamiamo sharing economy: uno stile di vita sempre più 2.0 che punta a semplificare le normali azioni quotidiane da un punto di vista pratico ed economico.

Eppure il fenomeno degli home resturant non si arresta: basta pensare che nel 2014 sono stati realizzati 37mila eventi gastronomici con un incasso totale di circa 7 milioni di euro. Una somma che è destinata a crescere nell’anno attuale.

Ecco perché, oggi più che mai, è necessario parlare del concetto di “cum-petere”, ovvero un’intenzione di collaborazione tra la ristorazione “tradizionale” i nuovi modelli smart.

Cosa possono fare quindi i ristoratori per poter “gareggiare” con portali come Gnammo, Vizeat e Kitchenparty? In una parola: formazione. Solo rimanendo al passo con i tempi e i trends è possibile coinvolgere il pubblico e rimanere “appetibili” sul mercato.

Anche in Toscana si registra una forte richiesta di corsi di aggiornamento, non solo per migliorare il servizio interno, ma anche per permettere una migliore promozione dell’azienda. Ciò è quanto emerge dalla ricerca commissionata da Confcommercio Toscana a Centro Studi Turistici, nell’ambito di Vetrina Toscana: il progetto regionale che mette in rete ristoranti, botteghe alimentari, produttori e amanti della buona cucina.

I ristoratori Confcommercio Toscana vogliono entrare in contatto con professionisti del settore, instaurare collaborazioni che portino a percorsi formativi adeguati e specializzati sulla presenza dell’enogastronomia on line. Vogliono presentare le opportunità che Vetrina Toscana ha offerto e offre: un ottimo modo per acquisire esperienza sul web e nella comunicazione.

Dal report presentato emerge che l’elemento strategico della promozione per i ristoratori toscani è la qualità dell’offerta, perché la soddisfazione del cliente è ciò che permette di puntare al classico ‘passaparola’ (84%), seguito dal ‘passaparola virtuale’ (68%) veicolato dai social network. Un aspetto rilevante dell’indagine è che oltre ⅓ degli intervistati ritiene che sia necessario migliorare la professionalità dei propri addetti, e il 61% degli imprenditori avverte in prima persona un bisogno di formazione e aggiornamento su diverse tematiche gestionali e di mercato. E’ su questo che con la governance di Vetrina Toscana e i tecnici di BTO si dovrà collaborare dal 2016 in poi.

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