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Vi presento i Miljian: famiglia ‘nomade’ che farà il giro del mondo

Parte da Firenze la straordinaria avventura che vede protagonisti Micaela, Julien e i loro due bambini Teo e Lia

Miljian

Lasciare una comoda casa fiorentina e partire per il giro per il mondo con due bambini: potrebbe sembrare una follia romantica e un po’ bohemienne, invece è tutto l’opposto. La famiglia Milijan formata da Micaela, Julien e i piccoli Teo e Lia sta lavorando da un anno e mezzo per realizzare un viaggio con un’organizzazione calibrata al millimetro. Un grande sogno dunque che diventerà realtà grazie a tanto, tanto lavoro. Ecco la storia di una famiglia che ha deciso di lasciare tutto e fare del mondo intero la sua casa.

Ciao Micaela! Come e quando è iniziata la vostra storia?
Io e Julien ci siamo conosciuti sette anni fa a Firenze, eravamo entrambi studenti fuori sede. Io sono originaria di Bergamo, mi sono trasferita a Firenze unicamente per amore della città, un giorno sono salita su un treno per Firenze e mi sono detta: se in quattro giorni trovo una casa mi trasferisco. L’ho trovata e così è iniziato il mio ‘sogno’ fiorentino. Julien invece è francese, ha fatto la laurea specialistica a Firenze. Il caso ha voluto che dopo solo due settimane che mi ero trasferita lo incontrassi, siamo immediatamente andati a vivere insieme e abbiamo vissuto per un anno a Firenze. Poi abbiamo deciso di andare a vivere a Parigi dove siamo rimasti qualche anno a lavorare. Teo il nostro primo figlio è nato a Parigi e dopo Teo abbiamo deciso di tornare a Firenze, a settembre saranno due anni che viviamo qui. A Firenze è anche nata Lia, la nostra bambina, circa dieci mesi fa.

Com’è nata l’idea di partire per fare il viaggio del mondo?
Una tappa fondamentale prima di arrivare a questa decisione è stata l’apertura del nostro blog (https://www.likemiljian.com/). Un anno e mezzo fa poco dopo esserci trasferiti a Firenze non avendo nessuno dei due la famiglia qui abbiamo deciso di realizzare un blog sulla nostra vita. È partito come un progetto completamente amatoriale, dove semplicemente condividevamo quello che facevamo ed è diventato tutto molto più grande di quello che ci aspettavamo. Nel senso che tante persone hanno iniziato a seguirci, al punto tale che è il blog diventato una delle principali fonti di reddito della nostra famiglia. Questo è ciò che è alla base del nostro viaggio, un lavoro di un anno e mezzo per ottenere sponsorizzazioni e collaborazioni. In secondo luogo io e Julien siamo due imprenditori freelance, abbiamo sempre lavorato in proprio e questo ci permette di esportare il nostro lavoro in qualsiasi parte del mondo. Ci siamo trovati a un bivio della nostra vita con vari progetti lavorativi in corso, era una grandissima occasione per noi perché i nostri bambini sono ancora abbastanza piccoli quindi non li togliamo da nessun contesto ma continuano tranquillamente a vivere la loro vita prima di accedere al percorso scolastico. Abbiamo colto l’occasione al volo e ci siamo detti cerchiamo di rendere il nostro sogno qualcosa di possibile. È a tutti gli effetti un progetto imprenditoriale.

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Quello che molti dei nostri lettori si chiederanno è con quali fondi sosterrete questo lungo viaggio?
Lavorativamente siamo autonomi e quindi a prescindere dagli sponsor che ci sosterranno durante il viaggio siamo economicamente indipendenti. Il lavoro che già facevamo a Firenze possiamo farlo in qualsiasi parte del mondo, tutto quello che ci serve è sederci davanti a un computer e nient’altro. Abbiamo preso delle decisioni che ci permettono un sostentamento economico costante. Inoltre non partiamo da zero ma da un’esperienza solida. È  una cosa estremamente impegnativa considerando il fatto che ci sono anche due bambini piccoli.

Dal punto di vista pratico come vi state preparando per il grande viaggio?
Ci sono dei punti fondamentali, come la sanità e tutto ciò che è amministrativo. Diciamo però che i bambini quando sono piccoli, l’unica cosa di cui hanno davvero bisogno sono i genitori. Una volta che sono in salute e che hanno tutto ciò che gli serve per vivere tutto va bene. Quando parlo di sanità, intendo vaccinazioni e parlo del fatto che ci baseremo sempre su strutture dove avremo un accesso a medici in maniera facile. Facciamo il giro del mondo con dei bambini e quindi non ci lanceremo mai nella giungla o a dormire a cielo aperto perché questo non è possibile. Facciamo un viaggio compatibilmente con il fatto di avere una bambino di un anno e uno di uno e mezzo.

C’è già un itinerario?
Sappiamo che partiremo dall’Asia, ma poi ci faremo trasportare dalle sensazioni che proveremo sul posto. Dove ci piacerà di più resteremo più tempo. La prima tappa sarà Bali, in realtà ci sarà un primo stop rapidissimo a Dubai di quattro giorni per riprenderci dal fuso orario ma poi partiremo subito per l’Indonesia. Poi Giacarta, Malesia, Tailandia, Laos, Cambogia, Vietnam dove ci fermeremo più tempo perché è un paese che ci piace molto e dove siamo già stati.

Cosa pensate che impareranno i  vostri figli?
L’apertura mentale, il rispetto per la gente che ci ospiterà e i popoli che incontreremo. Andremo dall’altra parte del mondo quindi in un istante ci troveremo in minoranza e dovremo imparare a vivere con i ritmi degli altri senza imporre i nostri. Un altro aspetto a cui teniamo tanto è far capire loro come si può sopravvivere con piccole cose, non avremo una casa e viaggeremo con due valige senza sapere per quanto tempo saremo via.

Quando l’avete raccontato ai vostri genitori cosa vi hanno detto?
So che uno può chiedersi:  ‘O mio Dio nessuno ha provato a fermarvi?’ ma i nostri genitori ci conoscono molto bene e quindi nessuno si è stupito per la decisione che abbiamo preso anzi ci hanno appoggiato e questo è stato molto importante. Quando si intraprende un viaggio così lungo il supporto della famiglia è fondamentale, noi abbiamo la fortuna di avere famiglie molto aperte mentalmente che ovviamente ci hanno posto tantissime domande e hanno delle preoccupazioni ma non ci ostacolano, anzi erano commossi all’idea che qualcuno abbia ancora voglia di intraprendere percorsi del genere senza basarsi sul confort. Non sarà un viaggio ‘comodo’, è una vera avventura, non andiamo in vacanza a sdraiarci su una sdraio a prendere il sole. Sarà una vera scoperta in quattro, in famiglia.

Ti faccio i miei complimenti perché hai davvero le idee chiarissime
C’è un grossissimo lavoro dietro, le grandi cose si ottengono solo con la forza, con la pazienza e lavorando tanto, tanto, tanto. Noi lavoriamo 24 ore su 24 non ci fermiamo mai. Organizzativamente è una cosa enorme e siamo solo noi due, non c’è nessuno che ci aiuta. È molto impegnativo ma si è ripagati dalla possibilità di vivere esperienze incredibili insieme. Di solito nelle altre famiglie i figli vedono i genitori la sera perché entrambi lavorano, invece noi cerchiamo di stare sempre insieme, è questo il motivo principale per cui facciamo tutto questo.

La partenza è prevista per il 5 settembre e noi non possiamo che augurare buon viaggio alla famiglia Miljian!

Segui le avventure dei Miljian su:
https://www.likemiljian.com/

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