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‘Zia Janna’ di Michela Carmazzi al Renaissance Photography Prize

Intervista alla giovane fotografa toscana che da anni vive e lavora a Londra e che è stata selezionata con uno dei suoi scatti per partecipare a uno dei concorsi fotografici più importanti del mondo

Aunt Janna

Zia Janna sarà esposta a Londra: è quello che capiterà a una fotografia di Michela Carmazzi giovane toscana che da anni vive e lavora a Londra. Michela è stata selezionata con uno dei suoi scatti “Janna’s lipstick” (Il rossetto di zia Janna) per partecipare al Renaissance Photography Prize un concorso fotografico internazionale nato a Londra dieci anni fa che ha lo scopo di dare spazio a progetti fotografici provenienti da tutto il mondo, selezionati da nomi importanti nel campo della fotografia e dell’editoria come The Guardian, Magnum Photo e Getty Images. Il concorso ha due sezioni una dedicata i singoli scatti e una alle serie fotografiche. I lavori selezionati saranno esposti in mostra dal 10 al 21 ottobre 2017 alla prestigiosa Getty Images Gallery in Oxford Street.

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Come ha reagito tua zia quando le hai detto che una sua foto sarà esposta a Londra
Come sempre lei si mette a ridere, non credo si renda conto di quanto sia importante l’evento e poi mi chiede: “ma nella foto esposta sono pettinata bene?”

Michela, raccontami un po’ com’è nata questa serie di fotografie a tua zia Janna?
Il progetto è nato in modo del tutto spontaneo: andando a trovare zia Janna ho cominciato ad interessarmi ai suoi racconti e nell’osservarla, ho trovato in quei suoi gesti quotidiani qualcosa di profondamente poetico e magico. Di solito i miei lavori raccontano di persone solitarie, che vivono in un mondo tutto loro e che passano inosservate alla maggior parte delle altre persone: questo progetto è nato perché mia zia è una di queste. Janna è una casalinga italiana degli anni’50 che ha dedicato la vita a marito, figli e casa. Non è molto informata sui problemi del mondo esterno, non esce, non guida. Ma è una donna che sta bene con sè stessa, che si accontenta di quello che ha, apprezzando tutto quello che la vita le ha riservato, nel bene e nel male. Non ha rimpianti, mi ha detto una volta, e rifarebbe tutto quello che ha fatto nella vita, anche risposare lo stesso marito! Questo suo mondo fatto di piccole cose autentiche è stato per me fonte di grande ispirazione e mi ha aiutato a rivalutare me stessa e quello che veramente conta nella vita di tutti i giorni.

Secondo te perchè zia Janna ha vinto?
Credo che la foto rappresenti un momento molto intimo di mia zia in cui lei è particolarmente emozionata. Dopo che ho scattato la fotografia, zia Janna mi ha raccontato un aneddoto molto bello che rappresenta una buona parte delle donne italiane del dopoguerra che io ho usato come didascalia nella foto: “Adoro mettermi il rossetto. Quando ero adolescente usavo di nascosto quello di mia mamma e prima di tornare a casa, me lo toglievo pulendomi alla sottoveste.”

So che hai in preparazione anche un libro, a che punto sei?
Il libro è praticamente pronto ed è dedicato proprio a lei: “Zia Janna, una casalinga italiana”.  Ho vinto una menzione speciale con il progetto del libro al MIFA2017, concorso fotografico di Mosca e ricevuto diversi premi internazionali nell’arco degli ultimi anni.  Mancano solo due cose importanti: un grafico per la parte di design del libro e un editore a cui interessi pubblicarlo.

Per vedere tutti i finalisti:
https://enter.renaissancephotography.org/selected-singles.php

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