In Versilia i profumi che si mangiano Bellissimi fiori tutti da gustare

di Roberta Ristori

I fiori commestibili prodotti dall’azienda agricola di Marco Carmazzi seguono un rigido protocollo di qualità. Hanno spopolato anche a Londra, nel corso del Chelsea Flower Show

Splendide viole del pensiero, garofani, gerani, petunie e persino bocche di leone. Piante ornamentali? No, si trattano di magnifiche materie prime per prelibatezze dell’alta gastronomia, gelati, dolci, cioccolati, insalate e altre bellissime creazioni.

L’azienda agricola Marco Carmazzi, con sede a Torre del Lago, produce e commercializza fiori commestibili in collaborazione con Flowers2Eat Italia, fondata in Spagna da Jaime Sebatés Garcia.

La coltivazione biologica certificata (ISO 9001, ISO 14001 e Global G.A.P.) e le severe norme vigenti, garantiscono la qualità delle piante per fine gastronomici. Gli esemplari di fiori eduli crescono sotto la protezione di una serra, sottratta a qualsiasi influenza esterna che potrebbe alterare il loro profumo e il loro sapore.

L’eccellenza della floricoltura toscana è stata confermata anche a Londra nel 2013, quando gli “speciali” aromi e fiori commestibili, sono stati protagonisti del Chelsea Flower Show. Il premiato The Sonic Pangea Garden - realizzato dai garden designer fiorentini  Stefano Passerotti e Anna Piussi -  è risultato l’unico giardino italiano presente all’evento, conquistando anche la medaglia di bronzo nella sezione “Fresh Gardens”.

Mangiare fiori, diversamente da quanto si possa immaginare, non è un’eccentrica novità dei tempi moderni e chef troppo poetici, ma la reinterpretazione di antiche tradizioni culinarie cinese e romane. Sapori inconsueti che profumano e abbelliscono le più svariate ricette come risotti, zuppe, insalate e perfino piati a base di carne. La Flowes2Eat ha creato una sessione apposta sul loro blog per aiutare i novelli cuochi.

*La foto dell'articolo è di proprietà della Flowers2eat.

17/01/2014